martedì 18 agosto 2026

Campionato Italiano della Bugia Le Piastre (PT) 1998

 

Trascrivo qui sotto, senza molto dilungarmi, l'articolo che l'amico Carlo Bartolini ha dedicato alla "sua" Bugìa; forse la più bella perché ci ha fatto incontrare. 
E' stato pubblicato sul n. 81 di aprile del periodico "Il Metato": https://www.facebook.com/Il-Metato-506516282844779/




Storie e personaggi nei ricordi di uno strano organizzatore


Alla Bugìa in punta di matita

Nel ’98 nacquero grandi amicizie quando, i tre vignettisti premiati da Luca Boschi e Moreno Burattini, arrivarono alle Piastre con una polverosa “Renault 4” bianca, un’allegra “Vespa 125” rossa e un’impeccabile “Golf” grigia…

 

Ricordando gli irripetibili anni trascorsi a dare una mano, l’altra, i piedi, la testa e soprattutto il cuore come Direttore-artistico-tuttofare (sob!) del “Campionato Italianodella Bugìa”, di brani come questo avrei voluto scriverne di più. La mia conoscenza di molti vignettisti, vincitori o no dei 'Bugiardini', si esauriva però in quei pomeriggi di festa troppo brevi per lasciare il ricordo di qualche battuta o di un aneddoto da tramandare. Per mia fortuna con Lele Vianello, Francesco Dotti e Antonio Tubino è stato diverso perché, arrivando alla festa dei bugiardi del ’98 senza conoscersi e senza conoscere me, trasformarono quella presenza in un’amicizia mai interrotta negli anni e rappresentativa del mio omaggio agli umoristi giunti a Le Piastre, da ogni parte d’Italia. Non nascondendo certo che, scoprire il volto celato dalla firma su un disegno, era sempre una sorpresa e mi motivava ad accoglierlo con la gioia di chi incontra un nuovo amico.

da sinistra, davanti alla stufa a legna: Antonio Tubino, Francesco Dotti (dietro), Carlo Bartolini, Giorgio Marchetti (alias Prof. Ettore Borzacchini), Stefano Caprina (Capras) e Lele Vianello
 
Nel ’95, la mia prima “Bugìa” iniziò con otto temerari vignettisti (furono una sessantina e di gran valore nella mia ultima edizione del 2003) e una Giuria estemporaneamente composta nell’indicibile vocìo della piazza. Così, pensando qualcosa di diverso per quella successiva, all’amico Giovanni Barbi che già mi aveva presentato Fabio Bacci (prezioso a darci gli indirizzi dei disegnatori italiani sciaguratamente smarriti nell’interruzione piastrese del ’90) azzardai“…e se per la Giuria delle bugìe disegnate chiamassi Luca Boschi, che tu conosci?”. Sull’enorme poltrona marrone e avvolto nell’inseparabile nuvola della sigaretta, sorrise con la voce roca interrotta da un improvviso colpo di tosse; poi, gli occhi brillantemente complici della risposta, disse“…ma scherzi!?”


Giovanni Barbi - disegno di Fabio Bacci


Giovanni Barbi - caricatura di Fabio Bacci 

Carlo Bartolini - caricatura di Francesco Dotti

Tanto bastò fin quando, sfiduciato per aver inutilmente cercato Luca a casa e al telefono, ricorsi nuovamente a lui, che mi tranquillizzò “Dammi dieci minuti…”. Ne erano trascorsi meno, quando mi richiamò trionfante “Luca sarà da me fra un quarto d’ora… cerca di esserci!”. Pochi mesi dopo, Giovanni ci lasciò orfani del suo bonario sorriso ma (per sua gioia, penso) con Luca diventammo amici nelle Giurie piastresi a cui puntualmente arrivava con il fedelissimo Ciao-della-Piaggio, lo zainetto sulle spalle, gli occhiali scuri sulla fronte e l’immancabile maglietta, con un personaggio dei cartoon. Conoscendone la valenza ebbi altre occasioni per apprezzare questo celebre pistoiese, ma memorabili rimangono la prefazione al mio libro e lo spazio che a 'Lucca Comics' del ‘98, da indimenticato e indimenticabile Direttore Artistico, riservò alle nostre bugìe.


da sinistra: Leonardo Begliomini, Carlo Bartolini, Moreno Burattini e Luca Boschi
 
“Con Luca Boschi potresti chiamare anche Moreno Burattini lo sceneggiatore di Zagor, Lupo Alberto e Cattivik… perdipiù è nato a Gavinana! Ecco il suo numero di telefono…” il suggerimento di Pier Luigi Gaspa fu prezioso e quando chiamai Moreno, si rivelò entusiasta e disponibile perché alle sue montagne tornava immancabilmente in agosto per l’amore di quei luoghi che, come File Creek (torrente Lima) e villaggio St. Marcel, inserì anche nelle storie di Zagor. 

Luca Boschi (a sinistra) e Moreno Burattini

Per una felice coincidenza quasi ogni anno, nei giorni della “Bugìa”, gli nasceva un figlio e quella era la garanzia di avere nella Giuria delle bugìe disegnate l’eccezionale binomio che ancora ostento in una foto in bianconero di Lorenzo Gori. Solo che Moreno arrivava sempre di fretta per scappare via veloce, perché i bimbi… quando nascono, nascono!

Quei nomi li avevo trovati su un catalogo di vignettisti e così, un pomeriggio primaverile del ’98, ne cercai gli indirizzi sugli elenchi appesi alla grande ruota girevole dell’allora 'Punto SIP' di Pistoia. Per rendere importante quell’estemporanea manifestazione nata un po’ per caso e per un po’ per diletto, ambivo a portare a Le Piastre bravi disegnatori e l’acquerello di Lele Vianello fu uno dei primi ad arrivare. Aprimmo la grande busta marcata da timbri e francobolli e la sorpresa fu enorme; ma ancor maggiore fu la soddisfazione per il 'Bugiardino d’oro' assegnatogli da Luca Boschi e Moreno Burattini. 

Lele Vianello ("Bugiardino d'Oro")

Dopo il verdetto finale, con i bozzetti ancora sparpagliati sui tavoli, Luca (che anni prima aveva previsto la fulgida carriera di Lele sulle pagine di 'Totem') chiese a Moreno “…lo riconosci questo autore?”; noi, organizzatori inesperti di fumetti tacemmo, ma quando ci dissero che quell’illustrazione era del braccio destro del geniale Hugo Pratt capii che il mio sogno di veder partecipare grandi umoristi e disegnatori importanti, era finalmente diventato realtà.

 da sinistra: Luigi Pulcini (Capo Redattore de "Il Metato"), Lele Vianello e Carlo Bartolini

Lele Vianello e Carlo Bartolini
 
La voce al telefono, squillante di gioia per il 'Bugiardino', rivelò il brillante accento veneziano “…Ma davvero ho vinto?!… E’ bellissimo!” e quando Franca, la sua compagna (solo lei patentata), mi chiese il percorso per venire a ritirare il premio, ancor più si assicurò con simpatia “…Non è mica un scherzo?! Ché per noi, muoversi con l’auto da Malamocco… è davvero un’impresa!”. Come tutte le cose belle della vita, la festa dei bugiardi passò in un attimo lasciandomi, durante la cena, pochissimo tempo per Lele e i suoi racconti di Pratt; per Francesco Dotti, umorista pistoiese trapiantato in Sardegna e per Antonio Tubino, mitica firma della 'Settimana Enigmistica'. Ma anche per il Borzacchini, per Capras e il quadro dell’emblematico Checche, pragmatici simboli di quel 'Sodalizio Muschiato' che regalava indimenticabili momenti di umorismo alla “Bugìa” di quegli anni. Il mattino seguente, dopo i saluti, la traballante e polverosa 'Renault 4' bianca sparì brontolando, definitivamente inghiottita dalla discesa verso Pistoia e mi accorsi che il poco tempo a disposizione aveva negato a me e a Lele persino di darci del tu. 


Seppur auspicando altre occasioni non immaginavo certo quella improvvisa, del novembre ’99, quando 'La Nazione' pubblicò una recensione su 'Morgan', l’ultima storia di Hugo Pratt. A raccontare al giornalista un pomeriggio di fine ottobre passato col Maestro nel piccolo cimitero di Argenta, vicino alle paludi di Comacchio, cercando la tomba del danese Anders Lassen, (arruolato nel ’42 come volontario nello 'Special Boat Squadron', un corpo di commandos irregolari dotati di canoe maneggevoli, facili da usare e da mimetizzare sulle spiagge) era appunto Lele Vianello. Staccai quella pagina di giornale che lui non avrebbe certamente letto e gliela mandai; alcuni giorni dopo mi tornò un acquerello, con dedica, raffigurante quello stesso soldato, che pagaia in canoa.
Nella successiva telefonata fu facile darci del tu. 
Da allora molti anni, molti fatti e molti misfatti sono accaduti e altri trionfi piastresi di Lele sono diventati occasione per piacevoli e più quieti incontri.

da sinistra: Lele Vianello, Francesco Dotti e Carlo Bartolini
 
Durante uno di questi appagò la mia curiosità rivelandomi che i suoi acquerelli profumavano perché, per fissare i colori, usava una comunissima ed economica lacca per capelli “…di quelle da suora!”, precisò sorridendo; per poi raccontarmi l’aneddoto di quando, alcuni giorni dopo il primo successo alla “Bugìa”, un giornale veneto pubblicò la notizia, prontamente ripresa dal suo parroco nella predica domenicale. Non conoscendo Lele come un assiduo frequentatore di parrocchie, quando si accorse del mio stupore, si affrettò a precisare che questo curioso fatto gli era stato riferito da un’anziana signora che lo aveva fermato in strada, per congratularsi. Neppure lui, però, aveva capito se il senso di quell’annuncio in chiesa fosse stato di riprovazione per l’argomento o di compiacimento per la vittoria piastrese.
Eleggendola a sua seconda città Lele è tornato a Pistoia varie volte; l’ultima, per la presentazione dei calendari dei Vigili Urbani che io e lui illustrammo nel 2012.

 

Lele Vianello - illustrazione per il Calendario dei Vigili Urbani di Pistoia 2012

In precedenza ricordo la mostra, a cui feci da “gancio”, che gli 'Amici del Fumetto' gli dedicarono nelle vetrine di via degli Orafi, con l’irrinunciabile cena finale. Immancabile, il menù con le tradizionali ricette pistoiesi e i ricordi di Lele sul 'Grande Hugo', come lo chiama lui… il primo incontro nel palazzo con un misterioso campanello; i loro improvvisi viaggi in giro per l’Europa o quello, in Patagonia, sostando negli scarni rifugi dei sindacalisti gaucho; i tanti film visti insieme andando in più sale nello stesso giorno o la casa di Lele nella Laguna, la stessa in cui viveva anche la madre di Hugo; l’impensato disegno per la copertina di un disco 'country'; i racconti di Pratt dopo il viaggio in Amazzonia alla ricerca degli indios tagliatori di teste o gli incontri di Losanna, con i loro disegni sparsi sul lungo tavolo del Maestro. Era lì che, pur sapendo la risposta, il 'Grande Hugo' talvolta gli domandava “Ma te l’ho mai regalato un disegno?…” e quando Lele rispondeva il solito “…No!”, lui con fare sornione chiosava “Ma che importa? Ti ho insegnato a farli!…”. Lele racconta che una malcelata gelosia per 'il marinaio con l’orecchino', Pratt la mostrava anche dopo i pasti in un ristorante veneziano, allorché il cameriere lo avvicinava con carta e pennarelli, implorandolo di disegnargli Corto Maltese. Lui puntualmente vergava sul foglio un bel culo femminile, dilungando quella manfrina per anni, finché replicò alle lamentele del cameriere facendogli notare che possedeva la più grande collezione di culi prattiani del mondo. Talvolta ho timidamente chiesto a Lele di raccogliere quei momenti in un libro, ma so che non lo farà mai perché troppo grande è il suo rispetto per il Maestro e troppo personale il pudore di quei ricordi. Ma questa, comunque, è davvero un’altra storia…


Lele Vianello e Francesco Dotti, "confinati" in Sardegna

Non lo conoscevo, ma nel gennaio '98 telefonai a Francesco Dotti perché mi piaceva arricchire 'I campioni della bugìa' (il libro che stavo realizzando per storicizzare in modo corretto, gradevole e divertente l'imponente florilegio di umorismo raccolto in varie edizioni del Campionato) con la straordinaria bellezza dei suoi acquerelli e le sorprendenti battute delle sue vignette. Erano trascorsi molti anni da quando aveva lasciato la "sua" Pistoia per arruolarsi in quell'Aeronautica Militare che lo aveva traghettato a Olbia, dove si era stabilito mettendo su casa, moglie e figlioli. La voce al telefono mi fu subito familiare nell'inconfondibile calata pistoiese che contraddiceva le mie aspettative di ormai acquisiti accenti sardi; così mi parlò delle sue villeggiature di bambino nella casa del nonno a Cutigliano, dei genitori tumulati nel cimitero di Pistoia e del fratello residente nella nostra città. Insomma, fu facile e immediato darci del tu e pochi giorni dopo ricevetti l'enorme busta con i bozzetti richiesti.

 Francesco Dotti - III Premio alla Bugìa del 1998

A dargli le coordinate della “Bugìa” era stato Mario Cardinalipadre-padrone del 'Vernacoliere' che pubblicava le sue vignette, stupende come quelle che arrivavano alla festa piastrese. A incuriosirmi però era sempre la lettera, traboccante di auspici per la manifestazione, che ne declamava la biografia. Raccontava la sua nascita in una casa di via degli Orafi citando, a ulteriore testimonianza, nomi e cognomi di un manipolo di “allora-ragazzi” per innocenti scorribande nelle strette viuzze (ma anche sui tetti) intorno alla bellissima piazza del Duomo. Quello che più mi colpiva era quando scriveva che, alle Piastre, ci arrivava con quegli stessi amici, scalando l’erta salita in bicicletta; i nomi vergati su quel foglio denso di ricordi erano pochi, ma sapevo che gli anni li avevano destinati a un noto avvocato, a un celebre poeta e al titolare di una conosciuta merceria. Purtroppo, talvolta, anche le città riescono a essere ingrate e così la distratta Pistoia si era dimenticata di lui; né i miei tentativi per saperne di più dai disegnatori locali ebbero maggior fortuna, fin quando Luca Boschi e Moreno Burattini gli assegnarono quel 'Bugiardino' che, dalla Sardegna, con la mitica 'Vespa 125' rossa, lo fece piombare nella piazza del paese, la mattina del dì di festa dell’agosto ‘98. 

I vincitori della Bugìa 1998 - Antonio Tubino, Francesco Dotti e Lele Vianello
  

Verbale della Giuria del XXII Campionato della Bugìa 1998

 Francesco Dotti - III Premio

 Antonio Tubino - II Premio

Lele Vianello - I Premio
 
“Se avere un amico è una fortuna, avere per amico Francesco Dotti è una fortuna doppia. Lui abita in Sardegna ma è pistoiese e proprio nella sua città d’origine è nata la nostra amicizia un sacco di anni fa, quando entrambi ricevemmo un premio in quella che era una bella e importante manifestazione: 'Il Campionato della Bugìa' delle Piastre, una piccola e deliziosa località immersa nel verde” inizia così la prefazione di Lele Vianello a un libro di Dotti, e quel giorno in cui conobbi loro e Tubino non l’ho dimenticato neanch’io. Dopo la festa Francesco rimase con noi una settimana e, tornando dalle passeggiate, sedeva all’ombra in un angolo appartato, apriva la cerniera del piccolo astuccio in cui custodiva matite, colori e penne a china, prendeva i ritagli di carta di chissà quale tipografia e dipingeva un acquerello. 


 
Mi domandavo come facesse, con quelle poche cose “da viaggio”, a realizzare le minuscole ma straordinarie magìe che, immancabilmente, donava in paese; poi, quando tanti piastresi ebbero il disegno di una delicata marina, un casolare fra i lecci o lo scorcio di un paese sul mare, riuscii finalmente a capire il suo combattuto legame con la nuova Terra. Da precursore, vi intentò persino un concorso umoristico a cui mi volle collaboratore ma, non casualmente, si fermò alla prima edizione.

 Francesco Dotti - locandina Concorso Olbia Humour 2008

Che Pistoia gli fosse rimasta nel cuore era però evidente quando mostrava gli scorci della città, vergati a china, mescolati ai tenui acquerelli delle marine sarde; ma ne compresi appieno l’amore il giorno che mi giunse, per posta, una busta enorme. Rimasi sorpreso di quel panorama pistoiese con i monti intorno e, guardandolo, non riuscivo a spiegarmene l’invio; poi, lo girai e sotto l’autentica lessi “Questo è l’unico scorcio di Pistoia che ho dipinto a olio. Siccome il mio cuore è rimasto lì, ritengo giusto che anche questa modesta pittura, espressione dei miei sentimenti, rimanga in quella città che non ho mai potuto dimenticare. A Carlo, che mi ha fatto rivivere quei bellissimi momenti. Grazie.”
Da allora ci sono state altre occasioni in cui è tornato, felice, a respirare l’aria natia, ritrovando amicizie fraterne e durature come solo le cose vere possono esserlo: ancora 'Bugiardini' vinti, le mostre collettive degli umoristi pistoiesi e, non ultimo, il calendario 2010 dei Vigili Urbani di Pistoia, da lui illustrato. 

Francesco Dotti - Copertina Calendario 2010 della Polizia Municipale di Pistoia 

Una delle vignette per il Calendario 2010 della Polizia Municipale di Pistoia
  
Così “Ceccodotti”, figliol prodigo nonché geniale artista trapiantato in Sardegna, continuerà ad amare per sempre quella sua Pistoia che, forse un po’ troppo distratta, si era frettolosamente dimenticata di lui. Lasciando a me, l’arduo compito di rivendicare il merito, di averlo fatto riscoprire alla sua città natale…


Antonio Tubino
 
Antonio Tubino mi aveva comunicato l’ora del suo arrivo da Genova la sera prima, al telefono, e la mattina del dì di festa agostano del ’98, l’attendevo nel parcheggio piastrese, impaziente di riceverlo con tutti gli onori. Era uno dei più grandi umoristi italiani e, poiché si dice che un vignettista regali le proprie sembianze ai suoi personaggi, trascorsi i minuti prima dell’arrivo cercando di idealizzarne l’aspetto. Lo spiazzo quasi deserto mi fu complice nell’incontro, e quando scese dall’impeccabile 'Golf' grigia mai avrei immaginato in quel signore distinto, misurato e cordiale il vincitore del nostro 'Bugiardino', né l’esilarante vignettista della 'Settimana Enigmistica'. Poi primeggiò in altre edizioni della “Bugìa” e quando, dopo un trionfo piastrese, ci spedì una cartolina con disegnata sua moglie che, incontrando un’amica, esibisce il 'Bugiardino' al collo e dice “Avere un marito bugiardo può anche presentare dei vantaggi…” capii come, con la sagacia del grande umorista, trovasse il lato comico in tutte le situazioni.  

 Antonio Tubino... bugiardo

Ogni volta che tornava continuavamo a darci del “Lei” nonostante mi avesse spesso esortato a dargli del “tu”; ma davanti a quell’imponente firma satirica, peraltro connotata da una figura così calma e riservata da apparire distante dalle ridanciane sguaiataggini delle nostre fandonie, non mi riusciva proprio farlo. Restavamo comunque in contatto e ogni Natale, con gli auguri, ricevevo il calendario che immancabilmente disegnava per un’associazione genovese. Così quando Luigi Pulcini, curatore del calendario dei Vigili Urbani di Pistoia, mi chiese di invitare un bravo vignettista a illustrare quello del 2011, beh!... fu facile pensare a lui. Io ne mandai una copia a molti amici compreso Burattini che, da ammiratore entusiasta di Tubino, mi chiese di metterli in contatto; si sentirono al telefono e quando nel blog di Moreno comparve la loro foto insieme, ne fui felice. 

 Antonio Tubino (a sinistra) e Moreno Burattini
 
Anche la presentazione del calendario nella nostra città mi fu oltremodo gradita perché conobbi quell’amico meglio di quanto avevo fatto nelle fugaci apparizioni piastresi; scoprendo che, nel 1956, aveva presentato la prima vignetta sul 'Calcio illustrato' per poi collaborare, dal 1970, alla 'Settimana Enigmistica' con più di settemila vignette pubblicate, oltre alle trentaseimila per la 'Corrado Tedeschi Editore' e alle seimila per altre testate. Condividendone il pensiero che “Una vignetta è tanto migliore, quanto meno parole servono alla battuta” scoprii la sua profonda passione per la Sampdoria, impensabilmente abbinata a un’eleganza che Pulcinicosì descrisse: “Tratto inconfondibile, sobrio, garbato ed essenziale, come la battuta: queste le caratteristiche di Tubino. Sembrerebbe banale definire il suo un 'british style' ma si sa, Genova è considerata la città più inglese d’Italia, e incontrandolo si ha l’impressione di avere davanti un gentleman britannico cortese, misurato e ironico”. E proprio con l’ironia, questo Maestro dell’umorismo, continua a trasformare i nostri pregi e le nostre debolezze in situazioni assurde, condivise con la complicità di una risata che dissacra una quotidianità fatta di coppie e di amici, di verità e di bugìe, di gioco e di buonumore, di falsi miti e di idoli veri. Cioè di quanto, sacro o profano che sia, la vita gli suggerisce… per farci sorridere! ☺️🤗


sabato 15 agosto 2026

Vacanze intelligenti

 

Ferragosto 2026

Stamattina (ieri per chi legge) mi sono svegliato scoprendo di essere più incazzato del solito. Me ne sono accorto allorché, complice il caldo atroce che da giorni ci opprime e di notte non ci fa chiudere occhio, ho tentato invano di far mangiare una manciata di semi di girasole al pappagallo per le incontinenze idrauliche notturne che ho sotto al letto, convinto che, in quanto pappagallo, ne fosse ghiotto.
Poi, lasciato perdere il pappagallo schifiltoso, ho aperto le finestre al nuovo giorno e, vista la magnifica giornata di sole, mi sono fatto coraggio. Ho fissato nel profondo delle pupille la mia Signora, e le ho detto ghignando: “Basta, con la paura del traffico e delle file! Oggi si va al mare! E ci andiamo prima che arrivi Ferragosto, così troviamo le spiagge libere e freghiamo tutti!”.
Così abbiamo infilato a forza i due sgabelletti da spiaggia dentro la Kia parcheggiata in cortile, l’ombrellone grande, due asciugamani, la borsa-frigo con le bevande dissetanti, la scatola nera del nuovo progetto ministeriale “Guidi sicuro se eviti il muro”, il navigatore satellitare usato e acquistato su internet che mi avverte in gaelico degli autovelox e delle file, e ci siamo avviati felici come pasque verso i desïati lidi.
Per l'occasione avevo preso con me, non si sa mai, anche la nuova “Piantina degli Ingorghi e dei Lavori in Corso”, stampata appositamente per i turisti, con allegato il “Vademecum del Sopravvissuto alle Code e alle Buche”
Poi, a 30 all’ora, dietro una colonna infame diretta verso il mare, ci siamo trovati quasi subito imbottigliati per 45 minuti nella fila formatasi agli svincoli e alle rotatorie, non segnalata dal navigatore usato che ha solo la mappa dell’Alta Brianza scritta in aramaico.
“Oggi ci facciamo un bel bagno nelle acque cristalline del golfo!”, ho gridato esultante alla mia Signora imboccando contromano lo svincolo per Marebello ed evitando una carovana di cicloturisti affiancati per quattro che mi hanno gridato dietro parole incomprensibili, tranne una indirizzata a mia mamma... 😟😠
Arrivati nel borgo di Quisisuda verso le 11, superati tre ingorghi rapidi da soli 25 minuti cadauno e attraversato il centro dell’amena cittadina in meno di mezz’ora, finalmente potevamo dire di avere a nostra disposizione l’intero litorale. Verso le 13,30, sotto un sole di rame a 40 gradi che non se ne poteva più dal caldo, abbiamo visto in lontananza qualcosa che luccicava e che vagamente ci ricordava il mare. "Vado a vedere com'è il posto. Tu aspetta qui. Torno subito!", ho detto alla consorte dopo aver parcheggiato la macchina in quadrupla fila con le ruote davanti dentro la cunetta fino al parafango incamminandomi verso quella che doveva essere una spiaggia. Arrivato a destinazione, mi ha festosamente accolto la muraglia umana di bagnanti con ombrelloni e sdraio abusivi, pedalò a due piani muniti di scivolo e trampolino olimpionico, telefonini squillanti, ambulanti semoventi carichi fino all'inverosimile e mamme urlanti "Gianfilippo, mettiti subito i braccioli"... "Pier Ugo, devi aspettare tre ore prima di fare il bagno!"... "Guidubaldo, controlla tuo figlio perché è sparito sott'acqua da dieci minuti e io sono impegnatissima a cambiarmi il profilo su feisbùc!".  
"Strano", ho pensato, "un amico ci aveva detto che qui avremmo trovato facilmente posto; che lui c’era stato due volte, a dicembre e a marzo, e non aveva trovato nessuno". Già, ma ora siamo in agosto e, nonostante la crisi sbandierata ai quattro venti, lì, dove diceva il mio amico, c’erano solo posti in piedi!  
Intanto, a proposito di venti, se n’era levato uno di scirocco, mostruoso, le cui raffiche fortissime facevano volare via ombrelloni, stuoie e sgabelletti, lasciando solo i pedalò a due piani, i bagnanti coi telefonini e i venditori abusivi semoventi.
Così, alle due del pomeriggio, siamo tornati sulla strada con un sole a piombo che scioglieva l’asfalto. Abbandonati sul ciglio i sandali, la cui suola si era nel frattempo vulcanizzata col manto bituminoso della litoranea, evitando i miraggi e raccomandandoci ai santini da collezione acquistati in edicola – prima uscita sei santini, più una vite della Ferrari a € 1,99 –, abbiamo deciso di rifugiarci all’ombra di una pineta qualsiasi, da quelle parti numerose lungo il litorale. 
Ma non avevamo tenuto conto che da qualche anno le amministrazioni locali hanno la facoltà di imporre un pedaggio per molti accessi al mare, pinete comprese, e se non hai quella che si chiama una botta di culo a trovare un ingresso libero, se vuoi parcheggiare l'auto senza rischiare devi impazzire davanti alla macchinetta dei bigliettiti e poi ti devi svenare. A meno che tu non decida di lasciarla lungo la carreggiata, prima dell’ingresso, farti un paio di chilometri a piedi sotto il sole carico come un mulo alpino e poi passare il resto della giornata a pregare che nessuno nel frattempo ti abbia fatto la multa per divieto di sosta. Anche se l’hai parcheggiata bene e hai lasciato lo spazio sufficiente per due Tir.
Ma chi se ne frega! ho pensato. In fondo, la giornata era ancora all'inizio, avevamo i panini col salame, l’acqua fresca, l'ombrellone, gli sgabelletti e gli asciugamani. ☺️ Così ci siamo infilati in una polverosa stradina sterrata in mezzo al bosco e finalmente, senza pagare pedaggi e altri esosi balzelli, verso le 15.30 siamo giunti ai margini di una pineta a caso, proprio sul mare che lambiva una bassa scogliera aguzza di punte rocciose disseminata di angosciose e tetre croci, nei pressi della borgata di Lu Bagnu dell'Affogatu.
Il vento di scirocco intanto era rinforzato, il mare spumeggiava e gli spruzzi ci arrivavano addosso insieme a qualche cammello. Una ventata, più forte delle altre, mi ha fatto volare via lo sgabelletto scagliandolo sulla portiera della Kia e, proprio mentre aprivo il panino per chiedere alla mia Signora se mi poteva aggiungere una fettina di salame in più, la malefica folata scirocchesca mi ha portato via tutte le altre fette lasciandomi il panino vuoto. Sono stato salvato solo dalla generosità della consorte, che mi ha dato una parte del suo al quale era volata via solo la metà del coperchio lasciando per fortuna intatta l’imbottitura salamesca!
Finito il “pranzo” e dato fondo a tutte le bevande, non potendo fare il bagno per le condizioni del mare e della infìda scogliera, fatta almeno la pipì (non controvento, perché non sono mica scemo!), abbiamo deciso che forse sarebbe stato meglio rientrare a casa. 
Incazzati come iene e col fegato a pezzi, io, la mia Signora e la Kia ormai giallo sahariano per la sabbia, rimossi i cammelli dal cofano abbiamo preso la via del ritorno... 😔
Giunti a casa verso le 19, nella fresca penombra delle pareti domestiche e sotto una doccia ristoratrice, ci siamo abbandonati a una isterica risata liberatoria sognando spiagge deserte e mari meravigliosi davanti alla Tv! 
Francesco Dotti (turista a caso)

 

martedì 11 agosto 2026

Caldo e clima

 

Ondate di calore

fonti:
 
Buongiorno! 🤗 A proposito del caldo di merda che da mesi ci sta asfissiando, rendendoci non solo le giornate invivibili ma anche le notti, impedendoci di dormire per l'eccessiva umidità! 🥵
Ebbene, troppo spesso abbiamo bollato tali eventi come "complottismo", un po' perché non li capivamo, un po' per la fatica di cercare notizie, oppure perché il nostro cervello si crea delle "scorciatoie, o bias cognitivi"; in pratica dei pregiudizi,  delle distorsioni o errori sistematici del pensiero che nascono quando l'uso di queste scorciatoie ci porta a valutare la realtà in modo non oggettivo... 😉  
Tra le altre cose, se ricordiamo, è da tempo che non si vedono in cielo le famigerate "scie chimiche" che lasciavano gli aerei al loro passaggio, dai più attribuite alla condensazione in quota. E, se ricordate, dopo un po' queste scie si allargavano: il cielo diventava grigio e certe volte pioveva pure!
 
 
Ma il caldo di questi ultimi anni, ci crediate o no, ha origini ben chiare. Che, se avete la pazienza di leggere, troverete qui. 👍😟
Felici sudate!  🥵🥵😟

fonti:
https://www.nogeoingegneria.com/uncategorized/cosa-sta-succedendo-davvero-al-meteo-e-al-clima/
https://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/areosol/lo-dice-la-noaa-le-scie-degli-aerei-sono-geoingegneria/

giovedì 6 agosto 2026

Guerre e clima

 

Caldo di merda

Caldo di merda! 😠😡😡😡 

Oggi sarò volgare. Anzi, volgarissimo! E' dai primi di giugno che fa un caldo di merda e non si respira. E non venitemi a dire che la colpa è del "Niño"... o del traffico. E che per rimediare dobbiamo fare il "cappotto" alle nostre case, comprarci l'auto elettrica e risparmiare energia perché vi mando subito a fare in culo! 🤬
Piuttosto la colpa è di quelle testacce di cazzo che continuano a dare fuoco a tutto quello che trovano (soprattutto in Sardegna, dove fa già caldo di suo🥵!)… a farsi la guerra... a bombardare città e raffinerie di petrolio... e a sparare missili e droni! 😡
I missili e i droni ficcateveli nel culo e andate a farvi fottere all'inferno! In quello stesso dove ci avete cacciato da anni! 😠😠😠😠

fonti:
https://www.edizioniambiente.it/puntosostenibile/2024/1/guerra-e-clima
https://www.lescienze.it/news/2023/02/24/news/emissioni_dirette_indirette_gas_serra_guerra_militari_a-11417110/

domenica 2 agosto 2026

Teledipendenze

 

Telemanìe

 😟😟😟😧😧😧
 
fonti:

La guerra è inutile

 

ORIANA FALLACI LA GUERRA
 
 «La guerra non serve a nulla, non risolve nulla. Appena una guerra è finita ti accorgi che i motivi per cui era scoppiata non sono scomparsi, o che se ne sono aggiunti di nuovi in seguito ai quali ne scoppierà un’altra» (Oriana Fallaci, "Insciallah", 1990, p. 84)

martedì 28 luglio 2026

Allarme criminalità

 

Allarme furti e rapine

Ciao! 🤗 Oggi, nonostante i 40 e passa gradi minacciati e le quotidiane sudate al limite del suicidio "umido"(🤣) alle quali questo clima infame mi costringe, ho dato fondo a tutta la mia fantasia (ascelle comprese) e ho partorito la solita vignetta! 
Oltre ad un sofferto argomento di strettissima attualità: l'aumento di una violenza e di una criminalità sempre più diffuse, che molti tendono a mascherare con "fragilità"... "percorsi di riconoscimento delle proprie responsabilità"... "occasioni di riscatto per costruire un bene comune" e via discorrendo. Tutto bello! 😇 Al punto che proverei a trasferire tali sentimenti alle orde di delinquenti che hanno devastato i cantieri TAV e assalito le Forze dell'Ordine! 😠🤬
fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/no-tav-assalto-cantieri-val-susa-fiamme-due-camionette-carabinieri-AJCXioV?refresh_ce=1
E poi la modifica al Codice Penale col ddl sull'imputabilità dei minori. Tutto brutto, o almeno così pare... 🤔
fonte: https://www.rainews.it/tgr/campania/articoli/2026/07/ddl-minori-imputabilita-sicurezza-criminalita-aa3f3fa4-dc0f-45c0-b5e9-b11c4fc7a7ac.html
Perché a parte le cavillose interpretazioni giuridiche che vengono date a un provvedimento che dovrebbe tendere a migliorare la sicurezza dei cittadini, tutto quanto si scontra, nella realtà, con la mancanza di strutture disponibili e una insufficiente presenza dello Stato. Al punto che qualcuno, stanco di dover subire furti e atti vandalici, temo che prima o poi si armerà per farsi giustizia da sé! 😟
fonti: 
https://www.rainews.it/tgr/campania/tag?Allarme%20sicurezza%7CTag-c6dcce44-d9ce-495a-94d9-7ef2f8b67096
https://www.mondobalneare.com/vandali-lido-di-spina-bagno-holiday/
Che naturalmente sottopongo alla critica dei miei tre o quattro assidui lettori, con i miei più cari e deferenti saluti e l'augurio di uno splendido fine settimana tra fulmini, saette e piovaschi anche violenti! 🤗🤗🤗😄

 

sabato 4 luglio 2026

Nuovo Campo Largo

 

Schlein nuovo Campo Largo

Buongiorno! 🤗 Visto che l'anno prossimo, se sarò ancora vivo andrò a votare, invece di chi sarà il leader mi piacerebbe sapere qual è il programma del futuro governo dei "4 dell'Apocalisse" che tanto si accaniscono contro Giorgia Meloni… 😇 Nomi, ma soprattutto contenuti senza rattoppi e senza "correnti", e proposte condivise. 👍
fonti:
https://www.ilmessaggero.it/editoriali/politica/domande_schlein_risposta-9630578.html
https://lespresso.it/c/opinioni/2026/4/3/campo-largo-primarie-programmi/61044
https://www.policymakermag.it/italia/tutte-le-correnti-del-pd/

giovedì 18 giugno 2026

I dolori del vecchio Donald

 

I dolori del giovane Trump

La sua parabola è segnata dall'incontro e dal sodalizio con Roy Cohn, un influente e spregiudicato avvocato newyorkese che diventa il suo mentore.
Cohn trasmette a Trump un vero e proprio codice di comportamento aggressivo e cinico per ottenere il successo, basato su regole ferree: 
- Attaccare sempre, reagendo con decisione anche in modo sproporzionato.
- Negare ogni cosa e non ammettere mai nulla.
- Dichiarare la vittoria, non riconoscendo mai la sconfitta a prescindere dalla realtà dei fatti.