sabato 31 agosto 2013

Segni d'Autore




 Programma Editoriale di Edizioni Segni d'Autore

Carissimi Amici,



siamo lieti di comunicarvi la riapertura della nostra Libreria; dopo la pausa estiva si riparte di nuovo con tanto entusiasmo !! siamo fiduciosi, vi aspettiamo quando avrete voglia di scambiare due chiacchiere cordiali e informali o di scriverci, sarà un piacere poter rispondere a tutti.

Siamo lieti anche di comunicarvi che Edizioni Segni d'Autore è diventato un marchio registrato, un passo importante per noi e per essere presenti nel mondo dell'Editoria, con un catalogo ricco di novità e in continua evoluzione.



Sono disponibili i nuovi volumi pubblicati prima dell'estate:

Ladri Maschere e Lune Turche di Lele Vianello, una storia ambientata a Venezia nel 1700 e nel 1939

- l'Artbook, cartonato orizzontale, numerato e firmato in 249 copie, stampato su carta di pregio Fedrigoni, con sovracoperta, dal titolo Lele Vianello - Segni d'Autore, con la raccolta di disegni a matita, chine, bozzetti, acquarelli e tempere di Lele Vianello e una storia inedita, senza dialoghi, dal titolo Fra le Rapide del Susquehanna, ambientata fra i coloni americani nel 1700.



Ecco di seguito il nostro programma editorialeper i prossimi mesi che, da settembre a dicembre, ci vede impegnati nella pubblicazione di tante novità, e precisamente nell'ordine di:



1) il primo volume di Alamo, una brossura tutta a colori già pubblicata da Edizioni Soleil in Francia, inedita in Italia, con la storia della famosa battaglia fra i texani di Davy Crocket, Travis e Bowie e i messicani del Generalissimo Lopez de Santa Anna nella missione spagnola di San Antonio di Bexar. Con la sceneggiatura di Dobbs e i disegni magnifici di Pezzi e Perovic, due autori della scuderia bonelliana, in particolare di Magico Vento.


2) il secondo e conclusivo volume di Alamo; con l'occasione Edizioni Segni d'Autore darà in omaggio un cofanetto in cartoncino con le due facciate con le copertine stampate a colori per raccogliere i due volumi dell'opera, a tutti coloro che prenoteranno i due volumi via mail.



3) il terzo e ultimo volume di Treasure Island dall'opera di Stevenson con la sceneggiatura di Manuel Pace e i disegni di Carlo Rispoli. Con l'occasione Edizioni Segni d'Autore darà in omaggio un cofanetto in cartoncino con le due facciate stampate a colori per raccogliere i tre volumi dell'opera a chi acquisterà i tre volumi e prenoterà il terzo volume via mail.



4) Il nuovo volume cartonato con la quarta storia della Saga di Deerfield 1704 che si intitola Sangue sul Lago Otsego dopo il successo delle prime tre storie, L'Ultimo Avamposto della Frontiera, Attacco a Fort William Henry e Sentiero di Guerra, ecco che abbiamo deciso di proporre il seguito di questa appassionante Saga, con il ritorno di Nashak e Souhegan in una nuova storia con le ambientazioni e le atmosfere che J.F. Cooper ci ha regalato e descritto nei suoi romanzi del ciclo dell'Ultimo dei Mohicani. Nashak e Souhegan e i loro nuovi amici si scontreranno nella battaglia finale contro gli Huron Wendat, una storia dal ritmo mozzafiato con i magnifici disegni di un Carlo Rispoli in ottima forma.



5) il nostro catalogo editoriale 2013-2014 con anche un paio di cartoline pubblicitarie delle nostre recenti pubblicazioni che daremo in omaggio ai nostri clienti



6) il volume cartonato con le avventure di Dick Turpin, il bandito realmente esistito nell'Inghilterra del 1700. Magistralmente scritto e disegnato da Lele Vianello, con una ricca parte di tavole inedite mai pubblicate prima d'ora né in Italia né all'Estero.



7) Un volume in brossura tutto a colori con le vignette di satira di Francesco Dotti, una ri-scoperta da parte di Segni d'Autore di un Autore conosciuto al pubblico degli appassionati, impegnato con le sue vignette nella satira politica e nel sociale. Francesco ha la dote e la capacità non comuni, con il suo tratto grafico piacevole e accattivante, di divertirci e di farci sorridere pur affrontando i temi scottanti che oggi viviamo in Italia. Per la prima volta vengono raccolte in volume le sue vignette più recenti e inedite. Una novità editoriale per Edizioni Segni d'Autore !



Scriveteci e mandateci le vostre prenotazioni via mail.



Anche quest'anno saremo presenti a Lucca Comics and Games con il nostro stand al padiglione Editori in Piazza del Giglio, rispetto all'anno scorso avremo il primo stand d'angolo, immediatamente all'entrata del padiglione, ingresso lato Piazza Napoleone.



Continuate a seguirci, organizzeremo in Libreria nuove mostre e incontri con gli Autori.



Anche nel 2014 abbiamo tante novità in preparazione... tante altre iniziative editoriali che non vi anticipiamo per mantenere un po' di sorpresa... un sacco di novità bollono in pentola... seguiteci e veniteci a trovare...!



vi salutiamo con la frase che è diventata ormai il nostro motto:
...L'Avventura è tornata, l'Avventura continua...

un cordiale saluto a tutti da



Edizioni Segni d'Autore
Spazio Espositivo, Libreria & Fumetteria Segni d'Autore

Via Nomentana 159, 00161 Roma
Tel. 06.60 65 85 52

libreria@segnidautore.it
www.segnidautore.it
www.guerradifrontiera.it
p.i.: 11468911000

il ns. orario: 
lunedì 15:00 / 19:30
dal martedì al venerdì: 10:30 / 19:30
sabato: 9:30 / 13:00 e 15:30 / 20:00

venerdì 30 agosto 2013

Nuovi senatori a vita


Bene, ora Napolitano nomina altri quattro senatori a vita. Prima di tutto, e a scanso di equivoci quando si parla di simili argomenti, mi preme dire che i nominati sono persone degnissime della nostra stima e meritevoli di tutti i riconoscimenti possibili e immaginabili, per quello che fanno e che hanno fatto. Però...
C'è un però. Ed è che in un momento economico difficile come quello che stiamo attraversando, con il lavoro che manca e molti lavoratori a spasso, con gli esodati da sistemare e i giovani pure, col balletto dell'Imu-sì-Imu-no, con l'Iva che aumenterà per recuperare soldi dell'Imu, con le tasse che aumenteranno ancora per tappare i buchi di Comuni, Province e Regioni e... dell'Imu, con le pensioni e gli stipendi da fame che ci sono in giro, i cunei fiscali da ridurre e tutto il resto di cas
... pardon, di problemi che l'Italia ha, Napolitano almeno queste spese se le (e ce le) poteva risparmiare.

Perché i nuovi senatori, compreso il "novello" Mario Monti, tra uno stipendio, un'indennità e qualche rimborso, a conti fatti ci costeranno oltre 1 milione di euro all'anno. Ovvero, circa 13 mila euro netti al mese ciascuno. Ai quali costi, quando lascerà l'incarico, ci dovremo aggiungere anche la nomina a senatore a vita di Napolitano. Perché gli spetta di diritto.
E visto che non sono stati fatti senatori degli operai dell'Ilva, o qualche cassintegrato dell'Alcoa o un esodato, e che i nuovi nominati stanno già economicamente bene per proprio conto, c'è da sperare che si decurtino abbondantemente lo stipendio destinandolo in casse più bisognose delle loro.

Viene da dire che se la riduzione della spesa pubblica inizia così, è davvero un bell'inizio...

Leggi qui: http://notizie.it.msn.com/approfondimento/senatori-a-vita-i-faraoni-del-parlamento-italiano

E questo, anche se è un po' datato, rende sempre l'idea:
http://www.investireoggi.it/finanza-borsa/stipendi-politici-italiani-i-privilegi-della-vergogna/ 

giovedì 29 agosto 2013

Via l'Imu


 "La promessa è stata mantenuta! La pressione fiscale si riduce, e i soldi tornano nelle tasche degli italiani!" Già, perché siccome siamo i soliti bischeri, allora cos'hanno fatto? Dopo averci distratto con Berlusconi e i suoi processi e fatto vedere il tira e molla dei partiti sull'Imu, sul lavoro, sulla crisi, e poi una fettina di Berlusconi, e poi una sulle imprese, sulla magistratura, e vài ancora con un'altra fettina di Berlusconi, e poi ancora l'Imu e... via di seguito, cos'hanno fatto, dicevo? Si sono riuniti tutti e hanno detto: "Ohé! Guardiamoci bene nelle palle dell'occhi: non saremo mica per caso matti a rinunciare a tutto quello che abbiamo faticato a prenderci in questi anni? Non vorrete mica andare alle elezioni e poi succede che vince Grillo e ti saluto?! Allora lo sai che si fa? Si fa come s'è fatto col finanziamento pubblico ai partiti: si dice che l'Imu s'è levata e invece gli si cambia nome. Tanto, ci credono.
Anche la stampa, capirai, quelli basta che abbiano qualche notizia in più da vendere pubblicano tutto! Una volta che gli s'è cambiato il nome, per confondere ancor di più le idee al popolicchio, lo sai che si fa? Si ficca in mezzo a tutte l'altre tasse, che dal 2014 si chiameranno "Service Tax" (la tassa sui servizi), così si fa anche la bella figura di dire che s'è semplificato tutto riunendole tutte per fargli pagare di meno. Poi, i servizi non gli si continuano a dare come s'è fatto finora e si mette tutto in mano ai Comuni. Così la merda se la rigirano loro, e noi s'è fatto bella figura!"

E poi, giù con gli aumenti di bolli, sigarette, benzina, alcolici, tasse comunali, bolli auto. Lo sapete, per esempio, che su 5 euri di un pacchetto delle sigarette che fumo io, 3,75 vanno allo Stato e 1,25 è quello che rimane da dividersi tra chi le produce e chi le commercializza?

Ecco, io penso che sia andata proprio così, come con Pablo: "Hanno levato l'Imu, l'Imu è viva!"

Oggi, sabato 31 agosto 2013, saputo della "eliminazione dell'Imu per le prime case non di lusso", ho trovato questo articolo sul Corriere della Sera:

http://www.corriere.it/economia/13_agosto_30/seconda-rata-imu-e-tares-chi-paga-gino-pagliuca_8cddbec2-112d-11e3-b5a9-29d194fc9c7a.shtml 

Ebbene, dopo averlo letto, se prima non avevo le idee chiare ora le ho confuse. Non sarebbe più semplice se chi scrive gli articoli si mettesse nei panni di quei poveri diavoli (come me) che dopo dovranno leggerli? E siccome ci sono molte persone interessate al pagamento dell'Imu - e della Tares - che non navigano nell'oro e che non hanno la possibilità di rivolgersi al commercialista perché non se lo possono permettere, quando si divulgano notizie del genere bisognerebbe usare un lessico più alla portata di tutti.
Perché non so voi, ma io ci ho capito poco o nulla.

mercoledì 28 agosto 2013

Guerra Siria



Grande, grandissima Emma Bonino! Finalmente un ministro (mi scusi) con le palle! Invece di stare, come ci costuma, sempre con il piede in due staffe, questa volta con la Siria abbiamo preso una posizione decisa. E anche se dovesse intervenire l'Onu, la Bonino ha fatto capire che... ci penserà.
Capisco che l'uso dei gas - o delle armi di distruzione di massa, come ai tempi di Saddam, che però non furono mai trovate - non sia una bella cosa, ma ogni volta non possiamo pretendere di arbitrare tutto quello che purtroppo succede nel mondo. Altrimenti saremmo sempre sul piede di guerra e, peggio ancora, alle dipendenze di chi le guerre, anche se "giuste" (ma una guerra non è mai giusta), è sempre pronto a trovare un valido motivo per farle. 
Gli americani vorrebbero le nostre basi militari? Che si prendano quelle della Turchia, visto che pure lei, con Francia e Inghilterra, s'è schierata a favore dell'intervento militare.
In Iraq, in Libia, in Afghanistan, in Libano, in Kosovo e in tutti quei posti dove finora abbiamo affiancato i nostri alleati, sono maturi e vaccinati, perciò che se la sbrighino per conto loro anche in Siria. Sono secoli che si fanno le guerre di religione tra etnie diverse: sciiti e sunniti, buddisti e musulmani, cattolici e protestanti, e ancora non s'è risolto nulla. In Iraq, dove avrebbero dovuto portare la democrazia, si stanno sempre ammazzando. E la stessa cosa avviene in Afghanistan, in Libia e in Libano. Ora c'è anche l'Egitto. E questa scusa di voler curare il mondo, quando ad essere malato è principalmente l'uomo, dovrebbe far riflettere e indirizzare l'uomo non verso le guerre ma verso il dialogo. Non s'impone una cosa con la forza, e in casa d'altri, dove la presenza di culture e ideologie diverse tra loro, ma soprattutto dalle nostre, imporrebbe una dose maggiore di calma e riflessione. I "paladini" della giustizia cerchiamo di farli a casa nostra, ché ne abbiamo più bisogno. 
E stiamo anche molto attenti a quella che sta diventando, a parer mio - e non solo mio - una lenta ma progressiva islamizzazione "pietistica" dell'Europa. Cominciando da noi, che siamo stati la culla della civiltà. E ora guardiamo come siamo ridotti.
Come mai la Svizzera, per esempio, pur facendo parte delle Nazioni Unite, non s'è mai andata a impelagare in fatti che non la riguardano ed è da almeno quattro secoli neutrale? Tra l'altro è uno dei paesi economicamente più ricchi del mondo, con un reddito pro capite altissimo, e non ha mai abolito il servizio militare. Però ha avuto il coraggio, con un referendum popolare, di proibire la costruzione di minareti sul territorio nazionale. E non certo per impedire la libertà di culto. 

martedì 27 agosto 2013

Renzi vs Letta



 I giornali, e non solo quelli, da un po' di tempo si attardano su anticipazioni che riguarderebbero il probabile "scontro" tra Renzi e Letta. Il primo, rampante ed effervescente, ma ancora da sperimentare, e che quindi resta per molti un punto interrogativo grande quanto un palazzo; il secondo, di "vecchia scuola", più riflessivo e meno esuberante, e per questo forse più credibile nell'operazione di traghettamento e di governo che sta portando avanti tra mille difficoltà. 
Dietro di loro, a tramare, il solito vecchiume. Che, tra correnti e correntine, invece di chiudere porte e finestre come si farebbe in ogni casa per evitarle, lascia sempre aperto qualche spiffero utile - a loro - solo per guadagnare, o perdere, secondo i punti di vista, tempo prezioso. Dall'altra parte il Pdl e il suo leader, che nonostante i casini che lo riguardano sembra essere l'unico in grado di raccogliere i consensi dell'elettorato, e che per questo non vuole mollare l'osso perché c'è ancora molta carne attaccata.
Ma tornando a Renzi e Letta, e a tutti gli altri marpioni del Pd impegnati a farsi le scarpe l'un l'altro, per evitare di accoltellarsi platealmente davanti agli elettori che li guardano ormai anche con un certo disgusto, cosa fanno? O cosa hanno fatto finora? Naturalmente non chiedono apertamente assunzioni di responsabilità, ma invece, mimetizzandosi un giorno da ulivi, un altro da querce, un altro ancora da margherite e altri campioni del mondo vegetale, mandano avanti ora questo, ora quello, e poi  stanno a guardare cosa succede. Se vi ricordate successe con Prodi, con Bertinotti, con Veltroni, Cofferati, Rutelli, Fassino, Parisi, Franceschini, per giungere a quel brav'uomo di Bersani. Finiti, per adesso, tutti nel surgelatore per allungarne la scadenza. Poi è toccato a Epifani e a Letta, che prima o poi - avanti, c'è posto! - raggiungeranno gli altri nel congelatore. Ora è la volta di Renzi: lo pompano, lo gasano, lo gonfiane e lo esaltano, in poche parole gli danno aria, e poi... Buuum!! Alla fine scoppierà anche lui. E, mentre tutte le attenzioni, comprese quelle del popolo, si concentrano sui processi di Berlusconi e sulla sua decadenza politica, il vecchio che avanza è sempre lì, in agguato, a tramare nell'ombra.

Veniamo invece all'Imu, e all'elastico che la riguarda. Brevemente, immaginando già come andrà a finire, a questo punto preferirei pagarla. 

Naturalmente, in modo costituzionalmente corretto, e cioè secondo la capacità contributiva di ognuno di noi, e soprattutto chiaro, piuttosto che farmi credere che me l'hanno levata. Perché mentre tutti noi esulteremo per la sua cancellazione, alla fine scopriremo che invece è stata diluita, complice il perverso e contorto federalismo fiscale, non solo negli aumenti delle tasse locali ma anche negli aumenti delle accise (alcolici, tabacchi, benzina e affini), e dell'Iva. 
Che, queste sì, saranno "spalmate" sulle teste di tutti noi. Meditate fratres.
 

Agricoltura sinergica


La crisi, anche se nel nostro caso per ora non è giunta ad essere alimentare, ci tocca comunque a causa del blocco della pensione: la mia. Che, proprio perché non è né d'oro né di platino, ma di ferro o giù di lì, il sapere che altri sguazzano tra vitalizi e privilegi mi provoca un leggero ma percettibilissimo giramento di coglioni almeno del 7° grado della scala Richter.
Perciò, per porre rimedio alle ingiustizie democratico-governative di questi ultimi mesi, ci siamo attrezzati per la necessaria sopravvivenza. Da tempo un amico che vive tra la campagna e il paese, e in campagna possiede un bell'orto dove pianta di tutto, ci invitava a "fare spesa" nel suo possedimento ortofrutticolo; e così, per non deluderlo e variare i nostri menù con prodotti della terra veramente naturali, domenica scorsa ci siamo andati. Abbiamo caricato la macchina di borsoni elastici a capacità variabile, aggiungendovi anche qualche cassetta di quelle di plastica così comuni nei negozi di frutta e verdura, e ci siamo messi in viaggio. Non è lontano, il campo dei miracoli del nostro amico, e in poco più di venti minuti eravamo già operativi.
Figuratevi che aveva ancora delle arance sugli alberi! Dice che le lascia lì perché tanto non si guastano. E in effetti erano così belle che sembravano finte.
Poi c'erano anche degli alberi di limone. Ma quelli non erano i suoi. Erano del vicino. Il quale, siccome non va quasi mai nell'orto, non se ne cura. Noi invece sì. Anche perché, come mi ha spiegato l'amico ortolano, a differenza delle arance, che non si guastano, i limoni lasciati sull'albero dopo un po' diventano gialli, si avvizziscono e cadono. Perciò, prima che diventassero gialli, si avvizzissero e cadessero, abbiamo scavalcato la rete che separa le due proprietà e ci siamo messi a raccogliere i limoni del vicino. Come si dice: "i limoni del vicino sono sempre più verdi", o giù di lì...
Mentre stavamo raccogliendo i limoni, ci siamo accorti che il vicino aveva anche un sacco di piante di susine: quelle piccole, ovali e dolcissime, che a me piacciono tanto. Gli alberi erano carichi ed era un vero peccato lasciarle lì a rischiare di fare la fine dei limoni, e così dopo i limoni è toccato alle susine. 
"Sai, - mi ha detto a un certo punto l'amico durante il raccolto - quest'anno ho anche l'uva, quella da tavola. Il mio vicino, però, non l'ha piantata. Ha preferito quella da vino". "Quella da vino? - gli ho domandato - Ma quale: quella nera, con gli acini piccoli e dolce come il nettare?" "Sì, proprio quella. La vedi? E' laggiù, dopo l'albero del noce"
E così, una volta riempito un bustone di limoni e uno di susine, siamo andai a vedere se l'uva era matura. Siamo passati sotto l'albero del noce e, vedendolo carico fino all'inverosimile, non potevamo certo far finta di nulla. Con una robusta e lunga canna che era lì per terra, appositamente spaccata in tre all'estremità che sembrava fatta apposta per raccogliere le noci, ci siamo messi al lavoro e in poco meno di una mezzoretta abbiamo quasi riempito anche un terzo bustone. D'altra parte, il vicino dovrebbe curarsi di più della sua proprietà, Ma che razza d'uomo può essere uno che ha un tale bendiddìo e lo lascia lì a marcire? Finito con le noci, siamo andati nella vigna. Ma con nostro grande disappunto abbiamo trovato i grappoli ancora piccoli, molti dei quali erano anche malati. L'amico, che di orti, soprattutto dei vicini, se ne intende, mi ha detto che probabilmente, non avendo il vicino dato lo zolfo alle piante, le viti erano state colpite dalla "mosca". Ma non voleva dare la colpa ai russi che ormai si sono comprati quasi tutta la Sardegna. Forse intendeva la Filossera, importata dalle Americhe o, tutt'al più, la Plasmopara viticola, o Peronospora, anch'essa importata dalle Americhe (a volte gli americani, quando ci si mettono, possono essere anche peggio dei russi!), che per la vite è una vera calamità. 
Dopo qualche discussione sulla natura della malattia della vite, stabilito che di Peronospora si trattava, abbiamo lasciato le viti al loro destino e ci siamo addentrati ancor più nella proprietà del vicino.  
"Aspetta! - mi ha detto - Dietro le viti, dopo l'albero dell'alloro, ha un orto anche lui, e so che ci ha piantato fagiolini e pomodori. Se vuoi, andiamo a dare un'occhiata. Tanto, anche se è domenica, ormai è tardi e il mio vicino non viene più." 
Infatti, oltrepassate le viti, siamo arrivati all'albero dell'alloro. Così ci siamo fermati a prenderne delle foglie, che, oltre a fare bene allo stomaco per digerire se messe in infusione in acqua calda, danno anche un sapore gradevole al sugo per la pasta e agli arrosti in genere. Non potevamo certo lasciarle sull'albero a seccarsi, e così ne abbiamo messe un bel po' nel quarto bustone ancora vuoto.
Dietro all'alloro, l'orto c'era davvero. E c'erano anche i fagiolini. E poi, vicino ai fagiolini, c'erano gli zucchini, le melanzane, i peperoni, rossi e gialli, ma soprattutto i pomodori. Di tutte le qualità: ciliegine, datterini, cuore di bue, camona, tondo a grappolo, san marzano (che non è il patrono dei pomodori, ma una varietà degli stessi), tondo liscio... insomma c'era davvero da scegliere! 
D'altra parte, avendo l'alloro per fare il sugo, se non hai i pomodori con che lo fai il sugo? Non puoi mica andare avanti a tisane di alloro. Che digerisci, se non hai mangiato nulla? Perciò, mentre l'amico raccoglieva fagiolini, melanzane e zucchini, non trascurando i cetrioli scoperti per caso vicino agli zucchini, ma neppure i peperoni, io facevo man bassa dei pomodori. 
"Ho finito i bustoni! Questo è pieno e non ci sta più nulla! - gli ho detto - Aspettami qui, vado in macchina a prenderne altri due e un paio di cassette. Torno subito." 
Sapendo di aver lasciato l'orto del vicino in buone mani, ho ripercorso a ritroso il cammino fino alla macchina e dopo pochi minuti ero già di ritorno. "A che punto sei?" - gli ho chiesto. "Qui ho quasi finito. - mi ha risposto - Porta i bustoni, così mi aiuti a riempirli. Poi ti do una mano io coi pomodori."
Per non sciuparli, abbiamo deciso che avremmo riempito i bustoni coi fagiolini, le melanzane, gli zucchini, i cetrioli e i peperoni, mentre i pomodori li avremmo sistemati nelle cassette dove sarebbero stati più comodi.


Una volta finito, abbiamo fatto un paio di viaggi e, scavalcata la recinzione, siamo tornati all'orto dell'amico.
"Vedi - mi ha detto mostrandomi le sue coltivazioni - qui ho messo anch'io i fagiolini, ma ancora devono uscire... La stessa cosa per i peperoni: li ho piantati, ma sono ancora piccoli e non si possono raccogliere. Poi, laggiù, ho messo le cipolle e i porri... ma è presto; e poi ho piantato anche i cetrioli e gli zucchini. Dopo te li faccio vedere. L'uva, come ti ho detto, è quella da tavola. Ma ancora non la raccolgo. Poi, guarda che belle pere! Le vorrei tanto cogliere, ma quasi mi dispiace. Aspetto che maturino ancora un po'..." 


"E i pomodori? - gli ho chiesto - Mi avevi detto che li avevi piantati..." "Sì, li ho piantati. Sono là. Ma ora si sta facendo buio e sarà meglio mettere la spesa in macchina e tornare verso casa. Piuttosto, tieni queste foglie di basilico. Insaporiscono il sugo. Lo sai quanto viene buono col basilico?"
E così, dopo un bel pomeriggio trascorso nell'orto del vicino, siamo rientrati a casa felici e contenti.
Quando, dopo cena, ci siamo lasciati, l'amico ci ha rinnovato l'invito per la prossima domenica: "Tornate anche domenica, così andiamo nell'orto e vediamo se sono uscite le cipolle. Male che vada ci sono sempre quelle del vicino."
"E' proprio bella la campagna. - ho detto a mia moglie mentre rientravamo a casa nostra - E poi, nei paesi, sai di poter fare sempre affidamento sui vicini."

domenica 25 agosto 2013

Cagliari


Il caldo di questi ultimi giorni sta pian piano lasciando il posto a fresche serate ventose, e così ne abbiamo approfittato per farci una passeggiata in una delle zone più belle e caratteristiche di Cagliari: il Castello.
Abbiamo lasciato la macchina nei parcheggi (gratis!) di Viale Regina Elena e poi, dopo un breve tragitto a piedi lungo quello che viene chiamato il "Terrapieno", comodi ascensori ci hanno "sbarcati" nel cuore storico della Città.


 Qui c'è uno degli accessi agli ascensori. In alto, la cupola del Duomo e i caratteristici palazzi abbarbicati sui contrafforti della collina calcarea dove sorgono da secoli. In basso, purtroppo, alcuni avanzi della maleducazione e dell'incuria che almeno in questo periodo turistico si sarebbero potuti evitare. Magari facendo passare più spesso gli addetti alle pulizie delle strade.


Questo è il panorama che si gode all'arrivo, dalla piazzola dell'ascensore. In basso, il lungo viale alberato del Terrapieno, mentre al centro, sullo sfondo, la collina di Monte Urpinu. A sinistra, sempre sullo sfondo, lo stagno di Quartu S. Elena, e a destra la zona di Cala Mosca e Capo S. Elia. E poi, il mare aperto.

 
Un terrazzino in ferro battuto, di stile ispano-aragonese (o arago-ispanico, forse), si affaccia su Piazza Mercede Mundula. E sotto, il particolare ingrandito.


Dalla Piazza Mundula, che poi è una "piazzetta" nonostante vi si goda un bellissimo panorama della Città, si scende verso Piazza Palazzo. 


Dove ci sono il Palazzo Reale (ex sede della Prefettura e della Provincia) e, sullo sfondo, il Palazzo Viceregio, antica dimora del Viceré in epoca aragonese, spagnola e infine sabauda. Sulla sinistra, la Cattedrale con la torre campanaria.


Sotto, il Palazzo Viceregio, oggi sede di uno dei numerosi Musei cittadini.


La Cattedrale, sede vescovile, intitolata a Santa Maria Assunta e Santa Cecilia, venne edificata all'incirca nel XIII secolo, in stile romanico-pisano. La facciata, dopo aver subìto nel corso dei secoli diversi rimaneggiamenti, nei primi anni del Novecento fu completamente rifatta in stile neoromanico prendendo spunto dalla facciata del Duomo di Pisa.


Per quanto riguarda l'interno della Cattedrale, che non ho potuto visitare liberamente perché stavano celebrando la messa, troverete tutte le informazioni che vi servono qui:  http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_%28Cagliari%29



Da Piazza Palazzo, attraverso la Piazzetta San Francesco, si scende in Via Lamarmora (credo che si tratti di Alberto Ferrero Della Marmora, generale dell'esercito del Regno di Sardegna, naturalista e cartografo, che visse per molti anni nell'Isola), da dove si arriva in breve e agevolmente perché la strada è tutta in discesa all'ormai arcinoto, e arcibello, Bastione di Saint Remy.


Dal quale, è arcinoto ancora, si gode uno stupendo panorama della Città. Anzi, più d'uno. Dipende da quale parte del Bastione ci si affaccia...


Ma siccome il Bastione ve l'ho fatto vedere un sacco di volte, accontentatevi di questi due scorci e cercatevi quelli vecchi tra le pagine del blog. Per darvi un aiutino, dovrebbero essere tra i primissimi post (2009 - 2010 d.C.)
Termino con quest'ultimo scorcio della Cattedrale attraverso l'arco della scalinata del Bastione, e vi saluto molto cordialmente. 
Anzi, con affettato affetto. Che non c'entra nulla con la mortadella. 


Ah... dimenticavo, se qualcuno di voi conosce Sonia ditele che dica al suo "moroso" che non sta bene scrivere sui muri il suo (di lei) nome. Perché se lui imbratta i monumenti della sua (di lui, di lei o di tutt'e due) città vuol dire che non l'ama. La città. Ma anche Sonia. 
Insomma, ci siamo capiti: 'Unsiscrive Su'muri (che non è un graffitaro giapponese).
Cerea!

giovedì 22 agosto 2013

Il Ghetto di Rignano Garganico


“Homo homini lupus”, come soleva dire spesso un mio lontano parente a proposito delle nefandezze di cui i nostri simili si nutrono. E ingrassano.
Aveva la televisione accesa, stasera, mio cognato, mentre stavamo cenando tutti insieme allegramente. E quello che ho visto alla fine del Tg di Rai 2, “Campagna sugli invisibili”, ha tolto a tutti non solo l’allegria ma anche l’appetito.
Siamo in Puglia, nei pressi di Rignano Garganico (FG). Campi sterminati, una pianura riarsa dal sole coltivata a pomodori e circondata da baracche di cartone, lamiera, tubi di ferro, eternit e teloni di plastica tenuti insieme da spago e corregge per pacchi.
Dentro alle baracche, giacigli ancor più miseri, qualche suppellettile recuperata chissà dove. E esseri umani. Scuri di pelle, coi capelli crespi impastati di sudore e polvere, come gli “oranghi” di Calderoli. Che per vivere in quelle topaie devono anche pagare l’affitto.


(se riterrete che debba togliere la vostra immagine, sarà sufficiente che mi avvisiate e la rimuoverò immediatamente. Grazie)

Perciò ora non mi starò a dilungare scrivendo cose che altri hanno scritto meglio di me. Per leggerle, queste notizie, vi metto gli indirizzi così potrete farlo da soli, a vostro piacimento, traendone le conclusioni che più vi fanno comodo.
Ma una cosa mi sento di dire, e cioè che come questi fatti sono arcinoti e pubblicati da tempo sulle pagine dei giornali tanto da realizzarci anche dei servizi in televisione, allo stesso modo perché si continua a far finta di niente? Perché la Regione Puglia, il suo presidente, i sindacati, le organizzazioni del lavoro e tutti quei carrozzoni politici che ci ruotano attorno, per non dimenticare la Magistratura, la Guardia di Finanza, la Polizia e i Carabinieri, non intervengono? Eppure ci sarebbero da riempire interi libri di denunce e celle delle patrie galere. Non sono forse anche questi dei crimini contro l’umanità?
Con buona pace delle amnistie e degli indulti chiesti da Pannella, con che coraggio ci diciamo un “Paese civile”?

Da Wikipedia, la trama del bellissimo film di Steven Spielberg, “Amistad”, che vi consiglio di rileggere:  http://it.wikipedia.org/wiki/Amistad

E questi, infine, i link dell'orrore:  http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/06/03/news/reportage_radio_black-59970318/

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/fotogallery/puglia/2012/11/foggia_incendio/incendio-baraccopoli-rignano-garganico-2112714474791.shtml

Infine, un ringraziamento a tutti quei giornalisti che hanno realizzato questi servizi, dimostrando, oltre alla loro professionalità, un grande coraggio e un alto senso civico. Grazie per averci informati.