mercoledì 29 aprile 2015

Toscana



Stamattina m'è tornata alla mente la pittura del Rosai. Parlo di quell'Ottone Rosai, pittore fiorentino e, ci tengo a dirlo, amico di un vecchio cugino di mia madre, anch'egli pittore, che ho conosciuto all'opera durante le gite che facevamo con tutta la famiglia sulle colline intorno a Firenze. Bei tempi! 
Allora non dipingevo ancora perché ero un bambinetto d'una decina d'anni, ma ricordo con nostalgia che restavo incantato per ore a guardare lo zio Goliardo (così si chiamava) mentre, davanti al suo cavalletto "da campagna", miscelava i colori e sapientemente li disponeva sulla tela dove prendevano corpo e dopo un po' si trasformavano nelle straducce di Fiesole o di Poggio Gherardo, a Settignano. Si firmava "Di Stibbio" (una frazione di San Miniato, in provincia di Pisa) perché era di lì, e forse qualcuno di voi se lo ricorda o magari possiede qualche suo quadro (io ne ho uno dipinto a Quercianella, in provincia di Livorno). 
Così, dicevo, stamani m'è tornato alla mente uno di quegli scorci, che ho intitolato "Toscana a piacere" perché forse esiste solo nei miei ricordi, e così, anche se non vero, ho provato a buttarlo giù di getto sperando che vi piaccia lo stesso.
 

Job's Act



Dum in Concilio populi Legatorum consulunt (scusatemi, avevo sbagliato tempo e modo), Italia expugnatur: "Deputato... deputato... o lascia concludere la ministra, o salta dalla finestra... Allora... allora... Deputati... togliete il crisantemo! E' ancora... Acerbo!", i... "bulletti del parlamentino" vanno avanti per la loro strada. Peccato, perché il momento sarebbe favorevole per tagliare la spesa pubblica e far ripartire sul serio il Paese. Se davvero fosse nelle loro intenzioni. Altrimenti, a fermarlo del tutto ci penserà qualcun altro, come per esempio la Svizzera, che in quindici giorni pare che sia in grado di offrire alle nostre aziende tutto quello che il nostro beneamato governo non è stato - e non è - in grado di fare. Addirittura portandosi dietro in Svizzera, insieme all'azienda, anche le maestranze!
fonti:  http://www.la7.it/coffee-break/rivedila7/dignit%C3%A0-29-04-2015-153496 

Poi, c'è anche il fantomatico "tesoretto". L'altra trovata elettorale che il governo sta tentando di tirar fuori da un cilindro, ormai liso e consunto, con la vana speranza che, com'è avvenuto con gli 80 euro, riesca a incantare anche questa volta gli elettori. Per inciso, mi auguro che nessuno ci caschi di nuovo, altrimenti è segno che siamo davvero un popolo d'imbecilli e che ci meritiamo non solo quello che abbiamo ma anche di peggio. E' anche inutile che Renzi, tra twittate e tivvù, ogni volta tenti d'imbambolarci con la "ripresa alle porte", perché se il saldo attivo dei nuovi posti di lavoro che il governo avrebbe creato è di circa 90 mila unità (ancora da accertare), di contro ci sono sempre un sacco di disoccupati e di sciagurati che non ce la fanno più. Ai quali presto se ne aggiungeranno altri, pare, della grande distribuzione Auchan che, con gli esuberi ancora in ballo alla Whirpool e a tutto il resto della fame che si respira in giro, non ci fanno certo dormire sonni tranquilli.
fonti: http://www.iltempo.it/economia/2015/04/24/la-lotteria-del-lavoro-del-governo-renzi-1.1408025
http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/auchan-la-seconda-mazzata/notizie/1321611.shtml 

Il problema è ormai vecchiotto e risaputo: si produce, sempre di meno, ma non si vende. E perché non si vende? Perché la gente non spende. E perché non spende? Perché le tasse sono alte e i soldi sono finiti. Semplice. Una serie di motivazioni talmente elementari in grado di essere comprese anche dal mio nipotino di due anni, che vive ancora coi suoi genitori e che, tutti insieme, fortunatamente vivono per conto loro e non con noi. Se ci si aggiungono le vessazioni europee sulle curvature delle banane e sulle dimensioni obbligatorie dei cetrioli o delle arselle e, ultima, quella sull'abbattimento degli alberi d'ulivo malati, tutti, viene da chiedersi seriamente chi ce l'abbia fatto fare di entrare in Europa (Prodi) e se non sarebbe invece il caso di tornare com'eravamo prima.
Con la retorica non si mangia, caro Renzi, e si fa poca strada. Perciò, o il governo inizia a battere forte i pugni sui tavoli di Bruxelles o di Strasburgo e subito dopo comincia a tagliare sul serio dove ce n'è troppo, oppure questo Paese ha i giorni contati.  

martedì 28 aprile 2015

Italicum e fiducia



C'era da immaginarselo: a colpi di fiducia il Governo va avanti sull'Italicum, mentre la tensione in Parlamento sale alle stelle - anche molte di più di cinque. Ma tutti, più o meno incazzatucci e nervosetti, vedrete che alla fine approveranno la nuova legge elettorale. D'altra parte, se non si ha la... fiducia nella democrazia in cosa dovremmo averla?

Papaveri




Dopo circa una settimanetta, sono tornato dai miei amici papaveri, l'altro pomeriggio, e li ho trovati ancora tutti lì ad aspettarmi. Ma aveva fatto caldo, forse un po' troppo, e alcuni di loro ne avevano sofferto. Me ne sono accorto dai colori, quasi bruciati da un sole di rame che per tutto il giorno li aveva inesorabilmente colpiti. Allora li ho fotografati, e poi, sperando che non fosse ormai troppo tardi, sono corso subito a casa a prendere un secchio d'acqua, fresca e ristoratrice, e l'ho versata delicatamente loro addosso. Lipperlì mi è sembrato quasi di udire un "ohhh!" di piacere, ma forse è stata solo una mia impressione portata dal vento ancora caldo della sera, e così ho proseguito nella mia passeggiata. Ma ripassando di lì poco dopo li ho visti, più pimpanti che prìa, rinvigoriti nei rosolacci ma soprattutto nelle foglie e nei gambi, che avevano riacquistato il bel verde intenso del nostro primo incontro. 
E a quel "Grazie! Torna presto e non dimenticarti l'acqua!" udito chiaramente, questa volta non più portato dal vento che nel frattempo si era fermato, non ho potuto fare a meno di esclamare, quasi meravigliandomi: "Perbacco, ma voi parlate!", essi mi hanno prontamente risposto: "Sì, però non raccontarlo in giro altrimenti ci tocca rimanere tutto il giorno a parlare con tutti quelli che passano di qua! E di gente, ne passa!"


domenica 26 aprile 2015

sabato 25 aprile 2015

Nutrire il Pianeta



Bei discorsi li possono fare tutti - e li fanno, specialmente ora che siamo in campagna elettorale -, basta sentire quante volte ci ripetono "gli italiani vogliono"..., "gli italiani ci chiedono"..., gli italiani qui..., gli italiani là... senza pensare che, pur essendo anni che chiediamo, a loro non ha chiesto niente nessuno. Soprattutto perché da qualche anno, con elezioni "normali" e "regolari", questa possibilità ci è stata negata. Punto. Frattanto si seguita ad andare avanti con leggi ingarbugliate e bizantine, che tutto vietano e tutto permettono, e non bastandoci più malgoverno e corruzione nostrani siamo finiti in Europa e ci siamo presi anche quelli degli altri. E' stato dato un altro governo al Paese, in attesa che terminino i lavori (legge elettorale) per dare definitivamente un Paese al governo, col risultato, uno dei tanti, che se l'Italia un tempo poteva andar bene per le vacanze non è la stessa cosa per chi vuole fare impresa. Come ha detto qualcuno: "le leggi, per gli amici si interpretano e per gli altri si applicano".
Intanto i temutissimi terroristi li avevamo già in casa da tempo (e meno male che quelli che indagano se ne sono accorti, e almeno quelli che erano in Sardegna li hanno beccati in tempo), mentre dappertutto si fa un gran parlare di come fermare l'ondata di disperati che si riversa quotidianamente sulle nostre coste. Renzi è tornato dalla riunione in Europa più o meno con un pugno di mosche, e dopo aver accondisceso (accodandosi ad altri che lo hanno fatto prima di lui) ad ogni genere di trattato-capestro che ci mette con le spalle al muro è riuscito a strappare un "aiutino" per le prossime missioni umanitarie. Sarà potenziata la "Triton", nella mitologica speranza che ci indichi, come a Giasone e agli Argonauti, la rotta da seguire. Sperando sia quella più giusta. Qualcuno pensa ai "blocchi navali" sulle coste della Libia come se fossero quelle della Versilia; chi fantastica con gli affondamenti dei barconi ad opera di arditi incursori, osando l'inosabile neanche si trattasse della "beffa di Buccari" di Ciano e D'Annunzio del '18; chi vuole rivedere i centri d'accoglienza e crearne di "privati", promettendo soldi (300 euri al mese) a chi si piglia in casa un richiedente asilo, magari col rischio di prendersi proprio quello sbagliato, perché nessuno si è preso la briga d'indagare in modo approfondito su quale tipo di ménage si troverebbe a dover affrontare. E poi, perché non ci danno l'esempio e non iniziano a pigliarselo loro, cioè i politici che ce lo propongono, a casa? Bei discorsi, dicevo, se ne fanno tanti, ma probabilmente a molti che questi discorsi fanno non è sufficientemente chiaro il fatto che la pietà, la compassione, l'umanità, l'accoglienza e la condivisione dei bisogni di questi sfortunati, sia che fuggano dalle guerre o dalla fame, che nei pensieri più nobili tutti noi dovremmo essere concordi nel concedere, stando così le cose siano semplicemente improponibili. A meno che ciascuno di noi, cioè tutti, non accettassimo di rinunciare almeno a un terzo di quello che abbiamo, e che siamo riusciti a costruirci intorno con sacrificio nell'arco di una vita, per donarlo ad altri. E a chi "pelosamente" mi chiedesse se sarei disposto a farlo risponderei cinicamente di no. Purtroppo, il mondo com'è oggi, e come molti hanno voluto che fosse, con le guerre "procurate" dal commercio delle armi, con la globalizzazione selvaggia che è seguita a secoli di colonizzazioni e sfruttamenti dei più deboli e indifesi, se da una parte ha creato ricchezze immense a beneficio di pochi dall'altra ha spianato il terreno a sacche di povertà e malessere sociale che gridano vendetta. Vi siete mai soffermati a pensare quanti sono i milioni di persone che non hanno neppure il necessario, quando il nostro superfluo spesso lo gettiamo addirittura nella spazzatura? Concludo dicendo, anche se in cuor mio spero di no, soprattutto per il mio unico nipotino che ha due anni, che ci attendono giorni molto difficili e tristi, se non addirittura tragici, davanti ai quali sinistramente aleggia lo spettro di una guerra. Che questa volta però sarà senza né vincitori né vinti, perché l'avremo persa tutti.

Cagliari Museo Villa Muscas Centro Cultura Contadina


L'altro pomeriggio, di passaggio in Via Sant'Alenixedda (per chi non conoscesse bene la Città, è la strada del Teatro Lirico e del Parco della Musica), passando di fronte a dove alcuni anni fa c'era la Scuola di Agraria, ha catturato la mia attenzione una "strana" macchina, simile a una vecchia locomotiva, che era parcheggiata nel cortile interno, e così sono entrato per vederla più da vicino. E naturalmente per fotografarla.





Anche se su questo "ordigno" il web mi è stato di scarso aiuto, ho saputo che trattavasi di un rullo compressore stradale a vapore costruito dall'azienda inglese Aveling & Porter, forse ai primi del Novecento e abbastanza ben conservato. Uno simile lo potete vedere qui:
http://www.steamscenes.org.uk/events/2006/tom-rolt/27/
Avendo abitato per molti anni in quella zona, pensavo che ci fosse sempre la scuola, ma poi, avvicinandomi all'ingresso, mi sono accorto che la scuola non c'era più e che al suo posto, a mia insaputa, era sorto un museo della cultura contadina sarda. Ricavato all'interno di un vecchio monastero, in seguito divenuto prima residenza di un certo canonico Muscas e poi sede della Regia Scuola di Viticoltura e Enologia, il Museo conserva numerosi utensili e macchinari agricoli che erano in uso nella Sardegna dell'Ottocento, oltre a pregiate collezioni di vini e diverse pubblicazioni storiche sull'agricoltura.
fonti: http://www.conoscerelasardegna.it/museo-cagliari/museo-villa-muscas-museo-civilta-contadina-cagliari.html
http://www.comune.cagliari.it/portale/it/scheda_sito.wp?contentId=SIT660

Il Varietà. Storia, aneddoti, divagazioni




Antonio Todde ha passato una vita da Funzionario (apprezzatissimo) in Confindustria.
E…per riscattarsi, dopo molta ricerca e grande passione, è (giustamente) considerato, in oggi, uno dei massimi conoscitori del grande pianeta del Varietà e del Teatro.


Cosa è una “Conferenza Illustrata…”?
E’ semplicemente un modo piacevole per raccontarci tante storie: del Café-Chantant e del Cabaret, di Ferravilla e del suo erede artistico Piero Mazzarella, dell'Avanspettacolo ("gattate" e "beccate"), della Rivista (ricordo di "grandi comici"), del Cabaret (specie "genovese"); con bellissime slides e spezzoni d'epoca. Il tutto facendosi aiutare, dal vivo (molto…) da interventi di ROBY CARLETTA e RINO GIANNINI.
Le slides sono di Roberto Bixio.


INVITO (un brindisi di saluto a fine conferenza)
Circolo Unificato Esercito
Via San Vincenzo 68 / Genova

INGRESSO LIBERO


"Il Varietà. Storia, aneddoti, divagazioni"
di Antonio Todde 
http://www.ibs.it/code/9788880126485/todde-antonio/varieta-storia-aneddoti.html
 

giovedì 23 aprile 2015

Guerra agli scafisti




Foto: analogico o digitale?


Nei giorni scorsi mi è venuto in mente di rispolverare due gloriose macchine analogiche (per intenderci, quelle che funzionano col rullino): una Canon Eos 3000n e una Pentax MESuper, ambedue automatiche e manuali. Ogni tanto è giusto farle "lavorare" per evitare che specchi e tendine si blocchino e compromettano inevitabilmente, e talvolta definitivamente, la loro efficienza.




 
Poi, siccome un amico mi aveva pregato di far controllare dall'amico Alberto un delicatissimo e costosissimo obiettivo zoom 17-50 mm che lui usa sulla sua Canon 450D (digitale), che asseriva essergli caduto di mano mentre lo montava e che non gli funzionava più, ho approfittato per fare delle prove dopo che Alberto lo aveva riparato. A questo punto bisogna aprire una dovuta parentesi sulle molteplici capacità riparatrici di Alberto, valente "strumentista" aeronautico in grado di "miracolare" qualsiasi strumento di bordo troviate in una cabina di un aereoplano: dal virosbandometro all'anemometro, passando per le capsule aneroidi dell'altimetro e per finire con il GPWS (Ground Proximity Warning System, o avvisatore di prossimità del suolo), molto utile nel caso il pilota scendesse troppo di quota. Così, siccome avevo ancora conservati una decina di rullini di marche e sensibilità assortite, anche se risalenti ai primi anni Duemila (il più recente è del 2004) ma sempre tenuti in fresco in uno scomparto del frigo, ne ho caricati un paio per vedere i risultati. Soprattutto sull'obiettivo riparato. Una volta completati gli scatti, avendo avuto l'accortezza di esporli al doppio del loro valore ISO (la vecchia scala ASA) per aumentarne la sensibilità - ovvero se l'originale era da 100 ISO, l'ho esposto a 200 -, li ho portati dal fotografo e li ho fatti sviluppare. A stamparli avrei pensato io, passandoli prima allo scanner per negativi a colori e poi lavorandoci su con qualche programma di fotocomposizione (se avete Photoshop e Lightroom, è il massimo). Il risultato, però, mi ha deluso. 


Quartucciu (CA) Chiesa parrocchiale di San Giorgio


Quartucciu (CA) Chiesa parrocchiale di San Giorgio
 

 Quartucciu (CA) Chiesa parrocchiale di San Giorgio (interno)

Nel senso che i negativi, pur essendo stati sviluppati correttamente e non essendo stati compromessi eccessivamente dalla vetustà della scadenza (anche se 11 anni in più non sono certo noccioline...), nel passaggio allo scanner (anche questo non proprio dei migliori) hanno accumulato notevole rumore (leggi grana) e anche i colori non sono risultati così fedeli come speravo. Inoltre, per quanto riguarda l'obiettivo dell'amico che probabilmente non ho usato correttamente, ho notato una insolita quanto fastidiosa vignettatura intorno alle immagini scattate usando il "supergrandangolo" da 17 mm. E' probabile che, mentre è l'ideale per una reflex digitale, non sia la stessa cosa per una analogica.



 
Insomma, per farla breve, sebbene anch'esse non siano il massimo desiderabile da un fotografo degno di fregiarsi di tale appellativo e abbiano pochi megapixel di risoluzione, ho rimpianto le mie amate fotocamere digitali.
Un caro saluto a tutti e... alla prossima!

martedì 21 aprile 2015

Via Francigena



Ecco qua un altro pezzo di Toscana preso da quelle foto che ho trovato... ecc... ecc... studio... casino... ecc. ecc... Ma non è una tempera. Bensì un acquerello dipinto su carta per acquerello, con colori per acquerello e pennelli da imbianchino. Embè, che c'è di strano... non posso usare i pennelli da imbianchino? Comunque, pennelli a parte, quello ritratto è un vecchio casale di campagna, anche questo fotografato dalle parti di Siena o di Radicòfani, durante una visita che feci alcuni anni fa al mio vecchio compagno di scuola e di merende Ghino di Tacco. La fattura è velocissima: neanche il tempo di far asciugare completamente i colori e finire che sbocciassero i papaveri (infatti ne ho aggiunto qualcuno in più che nella realtà non c'era), perché dovemmo ripartire subito in quanto ci era giunta notizia che i conti di Santa Fiora, incazzatissimi per il ferimento di Jacopino da Guardavalle ad opera di Ghino, erano già sulle nostre tracce. Così, presa la via Francigena, ci unimmo ai pellegrini che scendevano verso Roma mischiandoci tra la folla.

Tragedia migranti



Volevo scrivere qualcosa che non fosse ancora stato detto, 
ma non ho trovato le parole adatte.
E poi, tutti hanno già detto di tutto...

San Gimignano



Questo dovrebbe essere - il condizionale è d'obbligo - San Gimignano e le sue torri, visto da qui. Perché se lo avessi visto da un'altra parte sarebbe stato diverso. E forse anche migliore. In ogni caso, migliore o peggiore, l'ho ripreso da una fotografia che avevo scattato alcuni anni fa di passaggio in Toscana e che l'altra sera mi è capitata tra le mani mentre tentavo di fare un po' d'ordine in quell'eterno casino che è diventato il mio studio (scusate il termine).  
Con questa tempera, adunque, leggermente acquerellata nelle velature e quasi uniforme nella definizione delle masse e della prospettiva, lineare centrica, ho cercato d'imprimere all'insieme quella immobilità tipica dei paesaggi cinquecenteschi a metà strada tra il Rinascimento e la Salerno-Reggio Calabria dopo i crolli.
A scanso di equivoci, vi dico subito che a me non piace e che lo avrei già buttato nell'immondizia se non avessi già sceso la spazzatura, ma l'amministratore del condominio, sentiti i pareri dell'assessore alle Croste e alla Rinascita, ha espresso parere favorevole e così ve lo pubblico.
 

sabato 18 aprile 2015

Spillo





Questo simpatico e dolcissimo ciuchino che ho fotografato l'altro pomeriggio, assomiglia tantissimo a quello di Pinocchio. Vi ricordate quando l'amico Lucignolo convinse il burattino a seguirlo nel Paese dei Balocchi, e a tutti e due prima gli vennero gli orecchi d'asino e poi si trasformarono in due somarelli veri e propri? 
Ecco, "Spillo" - questo è il nome dell'asinello della foto - sembra proprio uscito dal libro di Collodi. Io e l'amico Alberto lo abbiamo conosciuto un paio di giorni fa durante una delle passeggiate "fotografiche" che siamo soliti fare al Parco di Molentargius. Ce lo ha mostrato gentilmente il suo padrone, che possiede anche alcuni bei cavalli, e ci ha raccontato la sua triste storia. Spillo è rimasto orfano appena venuto al mondo, e così lui se ne è subito preso cura e lo ha tirato su amorevolmente come si fa con un bambino, standogli addirittura vicino anche la notte perché non si sentisse solo. Dal biberon, piano piano è passato agli alimenti che dà anche ai cavalli, arricchendoli con integratori, e ora Spillo è pienamente autonomo e mangia da solo. Anche se qualche volta si avvicina al suo padrone e, credendolo la mamma, col muso cerca invano una... tetta da succhiare. Non appena ci ha visti ci è venuto incontro per farsi accarezzare sul muso e su quella montagna di morbidissima lanugine che dalla testa gli scende fino a coprirgli gli occhi; poi, soddisfatto delle carezze e della nostra conoscenza, è andato trotterellando allegramente dai suoi amici cavalli che lo stavano aspettando per la cena. 
Ciao Spillo! Sei bellissimo e torneremo presto a trovarti. Magari, se le gradisci, con un bel pacco di dolci carote!


Da "The gossips" di Norman Rockwell



Ieri sera, dato che avevo ancora la caviglia gonfia e dolorante per la storta marciapiedistica dell'altro giorno, ho provato a rifare un paio di personaggi di "The gossips" del grande Norman Rockwell. Lo so, li avevo già disegnati tempo fa, ma non sono certo l'unico "artista" ad avere più volte rifatto lo stesso soggetto. E poi lo voglio regalare a un vecchio amico architetto, anche lui provetto disegnatore e acuto critico d'Arte, al quale la "prima stesura" era piaciuta molto. Questa volta, però, dato che il lavoro non è solo per me e per quelle tre persone che mi seguono sul blog, ho usato la carta "buona". Un cartoncino A4 resistente all'acqua, sul quale ai pastelli ho sovrapposto le tempere, rifinendo il tratto finale con una matita grassa nera come la pece.



Renzi Obama



Stamani mi sono svegliato più incazzato del solito. Anche se non v'importa sapere il perché, ve lo dico lo stesso. Due giorni fa mi sono preso una storta alla caviglia camminando su un marciapiede sconnesso del cazzo, per la cui manutenzione ho anche pagato fior di quattrini di Tasi. Pazienza: un po' di riposo, e con l'incazzatura passerà anche la storta. 
Intanto Renzi è andato in America, e dai discorsi che ha fatto sull'economia parlando di crisi europea mi ha dato quasi l'impressione che volesse vendere a Obama l'Europa per rilanciare i mercati e stimolare la crescita. Ma forse mi sono sbagliato. D'altra parte l'Italia, che oltre ad essere in Europa è al centro del Mediterraneo, è giusto che offra una sponda all'America prendendola come modello in un quadro geopolitico mondiale. Per adesso, in un quadro geopolitico molto più ristretto e non avendo alcun modello di riferimento da prendere, la sponda la stiamo offrendo noi, da soli, alle centinaia di barconi carichi di disperati che quotidianamente arrivano sulle nostre coste e che non sappiamo più dove mettere. Poi Renzi è apparso anche a Washington, dove alla Georgetown University ha parlato agli studenti. A quelli italiani, citando Woody Allen e parlando di futuro, ha promesso che se decidessero di tornare troveranno un'Italia diversa rispetto a quando sono partiti. Non so esattamente a cosa volesse riferirsi, ma sentendo i notiziari quotidiani forse parlava di burocrazia e corruzione, di evasioni fiscali, di campi rom abusivi, dei "furbetti del clandestino", dei ponti e delle scuole crollati, dei falsi invalidi, degli scioperi delle metropolitane, dell'aumento della criminalità e della crisi della giustizia e della disoccupazione dilagante. Parallelamente, per superare ipocritamente certi disagi sociali non coi fatti ma con le leggi, si depenalizzano un sacco di reati definiti "minori"; mentre col linguaggio si alzano nuove barriere - oltre a quelle architettoniche, che però restano dove sono perché con la crisi tutti si devono abituare alle difficoltà - e si vieta l'uso della parola "zingaro", sinonimo generico di razzismo e intolleranza. Senza tuttavia fare distinzione tra il significato dell'enunciato e le intenzioni del "parlante" e nonostante la parola sia presente su decine di vocabolari d'Italiano, su Wikipedia, sull'Enciclopedia Treccani e in alcuni conti in banca milionari. 
Addirittura di questa terribile e offensiva parolaccia, oltre a Iva Zanicchi (https://www.youtube.com/watch?v=3Itr1bUCBng), Nicola di Bari (https://www.youtube.com/watch?v=Zwgur9cSXHI), Mimmo Lo Casciulli (https://www.youtube.com/watch?v=ikV1QLNKu3M) e chissà quanti altri, ne parla anche Umberto Tozzi (https://www.youtube.com/watch?v=jeRT57PaJvY). 
Non mi direte mica che dovranno rivedere i testi delle loro canzoni per non finire in tribunale?

mercoledì 15 aprile 2015

Cagliari panorama




Come vi avevo promesso, ecco i papaveri! Oggi, pensate un po', spuntavano come funghi, e siccome non c'era un alito di vento addirittura si poteva sentire il rumore mentre sbocciavano! A questo punto, che dovevo fare? Per non metterli in allarme - perché i papaveri, soprattutto quelli... alti, sono dei dannati furbacchioni -, ho fatto finta di guardare da un'altra parte e... click!... clack! ho scattato foto come un forsennato. Poi sono tornato subito a casa, e in camera oscura ho montato il banco ottico per le riproduzioni papaveresche su rotaia. Ho soffiato sul soffietto, decentrato il basculaggio, infine ho invertito il dorso digitale e allineata la standarta ho riprodotto tutto il riproducibile. Ed ecco il risultato!


Finanziamento pubblico partiti 2015



Presto, con la prossima dichiarazione dei redditi, dovremo andare a donare altre gocce del nostro prezioso sangue allo Stato. Le tasse, si sa, bisogna pagarle - e siamo felici di farlo - anche perché, semplificando il concetto, in cambio si dovrebbero ricevere dallo Stato i servizi necessari per vivere meglio.
Ma attenzione. Ve lo ricordate il finanziamento pubblico ai partiti? E vi ricordate anche che era stato abolito? O almeno così ci avevano fatto credere. Ebbene, dopo averlo fatto rientrare cambiandogli il nome come fanno per le tasse, ce lo hanno riscaricato sulla gobba mettendolo nella dichiarazione dei redditi. Perciò, cari i miei dolenti contribuenti, anche quest'anno ce lo ritroveremo vivo e vegeto sotto forma di contributo volontario da destinarsi nella percentuale del due per mille al partito "preferito" (si fa per dire, risata, applausi, scusate il termine e pacche sulle spalle).
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/13/finanziamento-pubblico-italiani-allerta-i-partiti-ci-riprovano/1583252/ 
Fortunatamente, o almeno così si spera, pare che non sia obbligatorio ma volontario. Ergo...

domenica 12 aprile 2015

Capo Coda Cavallo



E qui, lo sapete dove siamo? No? Ve lo dico? E dài, che ve lo dico! Va bene, ve lo dico: qui siamo, anzi, ero, a Capo Coda Cavallo. Quella sullo sfondo, al centro sinistra (niente politica, mi raccomando!) tra la caligine e la vertigine, è l'isola di Tavolara; quello più piccolo, di fronte, è l'isolotto Proratora; mentre quell'altra isola più grande, a sinistra di Proratora, è Molara. Che panorama! 



E che mare! Da lasciare a bocca aperta! Ma siccome "A Capo Coda Cavallo non si guarda in bocca!",  che state a fare ancora lì? Prendetevi subito una bella vacanza e correte a vederlo!
 

Calangianus Perfugas caselli FF.SS




Questo simpatico casello ferroviario l'ho fotografato lungo la SS 127 (Settentrionale Sarda) che da Calangianus porta a Perfugas. Ora so già che alcuni di voi, che non si sono mai mossi da casa, si chiederanno dove si trovino queste due località. Bene, ve lo dico subito: la prima, Calangiànus, è un paese in provincia di Olbia-Tempio Pausania, patria del sughero e di tante altre belle cose, situato ai piedi del massiccio montuoso del Limbara a circa 500 metri sul livello del mare.
vedi:  http://it.wikipedia.org/wiki/Calangianus
Pèrfugas, invece, è un ameno centro agricolo in provincia di Sassari, a una decina di chilometri dal mare e adagiato su un'ampia vallata dell'Anglona. 
http://it.wikipedia.org/wiki/Perfugas 
L'Anglona, per chi non lo sapesse, è una delle subregioni nelle quali è suddivisa la Sardegna, visibili qui: http://sardegna.blogosfere.it/post/184839/cartina-e-mappa-delle-subregioni-odierne-storiche-della-sardegna.
Il casello in oggetto si trova lungo la strada ferrata a scartamento ridotto, oggi utilizzata solo per scopi turistici, che un tempo collegava Sassari con Tempio Pausania e Palau.
fonte:  http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Sassari-Tempio-Palau
Ma quante cose so!

Cagliari panorama



Questo, cari Amiche e Spett.ssime Amici, è il posto, o luogo che dir si voglia, che l'altra mattina ispirommi quel "pastelluccio" che avete già visto pubblicato su questo simpatico blog, gentilmente concessomi da Blogger , e sul quale alla mia fantasia fervida è generosamente consentito di sbizzarrirsi. Grazie! 
Stretta la foglia larga la via, qualcuno ha visto dov'è mia zia? (decasillabo a rima baciata, ma senza lingua)

Tasse e federalismo



Con questa vignetta, che si ispira a quella della prima pagina de "L'Uomo qualunque" - il giornale fondato nel 1944 da Guglielmo Giannini -, ho inteso rappresentare l'oppressione dello Stato e di tutto ciò che attraverso la classe politica, direttamente e indirettamente, esso esprime nei confronti del piccolo borghese. Dell'"uomo qualunque", appunto. Il governo ha finalmente varato il Def per il 2015, e ci ha prontamente rassicurato che non vi sarà alcun aumento delle tasse. Che si siano messe le mani avanti in vista delle prossime elezioni, però, lo ritengo un sospetto giustificato. Un po' come è successo per gli 80 euri famosi. E questo dubbio aumenta se andiamo a vedere alcune tabelle che riportano i dati ufficiali(?) del Documento di economia e finanza. Ma siccome, pur essendo un "gufo", non sono un economista e tantomeno m'intendo di tabelle, vi metto quello che ho trovato in proposito e poi decidete voi.
fonte: http://www.nextquotidiano.it/cosa-succede-alla-pressione-fiscale-con-gli-80-euro-di-renzi/
Nel frattempo, sempre in tema di tasse, si riaffacciano quelle derivanti dallo "scellerato" federalismo fiscale. Nato per "razionalizzare" le finanze pubbliche e "responsabilizzare" le amministrazioni locali, come tutte le cose che dovrebbero maggiormente avvicinare lo Stato ai cittadini, da noi invece ha avuto l'effetto contrario. Cioè, invece di consentire una maggior trasparenza per quanto riguarda la spesa pubblica e pagare meno tasse pur avendo più servizi, è successo che le amministrazioni locali, non potendo più disporre di "aiutini" da parte dello Stato centrale li hanno cercati dai cittadini stessi. Come? Semplice: aumentando le tasse locali e le varie addizionali Irpef, come ciascuno di noi potrà vedere consultando la propria busta paga o il cedolino della pensione. 
fonte: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/economia/864301/Meno-soldi-ai-Comuni--piu.html
E, sempre a proposito di pensioni, vi ricordate i "fondi pensione"? Quelli che avrebbero dovuto integrare la previdenza obbligatoria consentendo ai futuri pensionati di avere una pensione "decente", e ai quali molti lavoratori hanno già aderito? Siccome è un argomento assai complesso per essere liquidato in due parole, e io non ne sarei capace, se volete saperne di più leggete qui:  http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_pensione 
Vi troverete, per quanto riguarda la tassazione di questi fondi, che era stata fissata all'11%. Ebbene, con una manovra retroattiva il governo ha quasi raddoppiato la tassazione dei rendimenti di questi fondi portandola al 20%.
fonti:
http://www.panorama.it/economia/soldi/legge-stabilita-fondi-pensione/ 
http://www.iltempo.it/economia/2014/10/22/altro-che-meno-tasse-aumenti-retroattivi-per-fondi-pensione-e-fondazioni-1.1332279
http://www.formiche.net/2015/04/09/renzi-laffabulatore/ 
Per finire, sempre in tema di pensioni e di retroattività legislative "di comodo", ora spunta la controversia su quelle concesse col sistema retributivo rispetto al contributivo. Quest'ultimo ritenuto più "equo" perché abbatte certi "privilegi" e perciò da tenere in maggiore considerazione fino al punto di applicarlo a tutti. Anche retroattivamente! 
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/09/pensioni-sul-ricalcolo-contributivo-un-dibattito-emotivo-e-disinformato/1573363/ 
Ebbene, chi da molti anni è andato in pensione col sistema retributivo se ha potuto farlo godendo di un simile "privilegio" è semplicemente perché c'era una legge che glielo consentiva. Se si cambia la legge, e in modo retroattivo la si fa valere, è come se oggi stabilissimo che le pene per chi commette un reato debbano essere aumentate, e per questo motivo vanno applicate anche nei confronti di chi la pena per tale reato l'ha già scontata da anni e oggi è libero.
Roba da chiodi! 

mercoledì 8 aprile 2015

Cagliari panorama



Che ne dite, miei esimi estimatori, di questo pastelluccio estemporaneo realizzato sul posto nonostante il vento in poppa che mi scartafogliava il blocco per gli schizzi?

Def 2015



Renzi continua a dirci che lui ha diminuito le tasse. Ne parlavamo proprio ieri con i mastri Geppetto e Ciliegia, ai quali, di passaggio, s'è unita anche la Fata Turkina Faso che da poco si occupa di economia e disoccupazione. 
fonte: http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/renzi-no-aumento-tasse-def/1282519.shtml 

Bravo! Settepiù! Anzi, non solo le ha diminuite, ma ci fa sapere che quelle poche che paghiamo d'ora in poi questo governo le spenderà addirittura meglio. Come ha fatto con gli 80 euri famosi, che tutti quanti gli stiamo rendendo con gli interessi. E con la nuova "Local Tax", che presto andrà a sostituire, accorpandole in un unico balzello, l'Imu e la Tasi.
fonte: http://www.newspedia.it/ultime-notizie-governo-renzi-local-tax-nel-def-2015-di-venerdi/
Domani, se lo vedo, lo dico a quel mio amico pensionato che l'altra mattina in piazza si leggeva il Cud. Poveraccio, anche se lui gli 80 euri li ha visti col cannocchiale, almeno si tranquillizza. Gli era sfuggito, pensa un po', di aver pagato anche il 5% di tasse alla Provincia per la Tari (che sarebbe la nettezza urbana) del 2014. Ma si può essere più distratti di così? Che ci volete fare, certe "tassine" sono talmente ben nascoste tra le pieghe delle "tassone", che se non stai attento possono sfuggire. Soprattutto perché gli cambiano nome con una velocità tale che nemmeno Flash (alias Barry Allen) saprebbe far meglio. 
E probabilmente sfuggono anche all'economista Renzi, che magari non sa neppure quanto paga perché a pagarle per lui ci pensa il suo commercialista. Per questo motivo, dopo aver dato un'occhiata alle varie "spanding" (sic!) review che da anni impazzano sui tavoli governativi, cavalcate da commissari sempre nuovi e diversi dei quali il numero effettivo s'è perso nella notte dei tempi (l'ultimo è stato Cottarelli, poi rimpiazzato da Gutgeld), si è deciso che l'ora del nuovo Def (il Documento di economia e finanza) è suonata. Non temete: l'orchestra è la solita, come lo sono la musica e gli orchestrali. Noi, siamo gli... spartiti. E vedrete come ci suoneranno! Perché, datemi retta, tra "spending" e "spanding" alla fine dei conti si "review" davvero poco. 
Così, per dimostrarci quanto il governo sia sensibile ai bisogni dei cittadini, c'è chi ha pensato di istituire un "barber gender" - tra quelli già esistenti e senza alcuna spesa aggiuntiva, fanno sapere -, che si occuperà della messa in piega delle Signore deputate. Ma non finisce qui, perché la Camera ha approvato anche l'acquisto di 200 minibar frigoriferi; quasi uno ogni tre deputati, dice, per "contenere le spese". Mi pare giusto: se dobbiamo stare freschi noi con l'aria che tira, perché non dovrebbero esserlo i beveraggi dei parlamentari? E poi, in ogni hotel che si rispetti, non c'è forse il minibar in... camera? E allora?
fonti (messa in piega ministre): 

http://www.ilgiornale.it/news/interni/ecco-pari-opportunit-boldrini-messa-piega-tutte-deputate-1025805.html
http://www.forexinfo.it/Camera-Laura-Boldrini-ottiene
fonti (minibar): 

http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-finti-tagli-boldrini-200-frigoriferi-i-deputati-1113672.html
http://ultima-ora.zazoom.it/news/405773/i-finti-tagli-della-boldrini-200-frigoriferi-per-i-deputati
Nel frattempo è aumentata l'Iva su pellet, le trattenute sui conti correnti bancari, abbiamo pagato la Tasi che prima non c'era, la Tari è aumentata (lo so perché rispetto all'anno scorso ho pagato di più), hanno messo l'Imu anche sui terreni agricoli e sugli impianti sciistici, le sigarette (le mie) costano 20 cent in più al pacchetto... e forse ho dimenticato qualcosa. Poi, come al solito, si aspetta. Tanto, se non dovessero bastare i soldi, il culo dei contribuenti è sempre lì, a portata di mano...

fonte: http://www.leggioggi.it/2015/04/07/def-2015-interventi-pensioni-sanita-contro-laumento-iva/

lunedì 6 aprile 2015

Chiesa di S. Efisio Quartu Sant'Elena



Oggi, finalmente, c'era il sole! E così ho "ingambato" la bicicletta e me ne sono andato in giro per... chiese. D'altra parte, se non lo fai a Pasqua quando lo fai? Anche se non si può dire che sia una... "scoperta", a Quartu S. Elena ne ho trovata una proprio nel centro della città. E' quella di Sant'Efisio, che si trova nella omonima piazzetta tra le vie Garibaldi e XX Settembre. Dedicata ai Santi Efisio e Sebastiano, fu edificata intorno alla prima metà del '700 dietro lascito testamentario di Maria Piras, nobildonna quartese. 



La facciata è sormontata da un piccolo campanile a vela a due luci, mentre all'interno, che è a una sola navata con vòlta a botte, vi sono due cappelle una per ogni lato. E anche se è di modesta fattura e non rispetta particolari e più "titolati" stili architettonici, nel complesso è ben curata ed è stata restaurata da poco.



Ai lati dell'altare maggiore, all'interno di due nicchie, vi sono le statue di legno dei due Santi, che, insieme alle altre presenti tra gli arredi e nelle due cappelle laterali, sono in parte di scuola napoletana e in parte opera di artisti locali.




Qui sopra, la descrizione completa della chiesa. Ma se non fosse sufficiente, ulteriori informazioni le potrete trovare a questi indirizzi: 
http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Efisio_%28Quartu_Sant%27Elena%29 
http://www.comune.quartusantelena.ca.it/bene_culturale.php?cat=Opere%20d%27arte&gen=Dipinti&id=360304