mercoledì 8 aprile 2009

Informazione e spettacolo



Ho seguito in televisione gli eventi tragici di questi giorni e devo dire che non mi sono propriopiaciute alcune interviste fatte alle persone colpite dal terremoto. Non mi sono piaciute per le domande, spesso banali e insistenti, per le impietose inquadrature lanciate su quei volti stravolti dalla paura e tormentati dal dolore, sulle lacrime di chi ha perso tutto. Non mi sono piaciute per l'invadenza con la quale, talvolta senza rispetto, si è irrotto nell'intimità e nella dignità di quella gente, nei loro pensieri e nella loro sofferenza. Immagini, queste, che per certi versi mi hanno ricordato il film "L'asso nella manica", il tanto discusso capolavoro di Billy Wilder in cui un Kirk Douglas-"Chuck" Tatum senza scrupoli gioca con la vita di un uomo pur di costruire un evento mediatico sensazionale che rilanci la sua carriera di giornalista. Un conto, dunque, è l'informazione: necessaria e indispensabile; un altro è la spettacolarizzazione dell'informazione: spesso sgradevole e infarcita d'ipocrisia, dannosa e sbagliata perché ci può portare a disprezzare anche la prima.
Francesco Dotti

e per i miei numerosi amici stranieri, tie': beccatevi questo schifo di traduzione inglese:


 I followed on television the tragic events of recent days and I must say that I have not just liked some interviews with people affected by the earthquake. I have not liked the questions, often banal and insistent, for the merciless frames on those faces terrorized by fear and tormented by pain, on the tears of those who have lost everything. I have not liked for the invasion with which, sometimes without respect, bursting into the privacy and dignity of those people, into their thoughts and their suffering. Images, such that in some ways taken me back to the film "Ace in the Hole”, the much-discussed Billy Wilder's masterpiece in which an unscrupulous Kirk Douglas-"Chuck" Tatum playing with the life of a man in order to build a sensational media event that raises his career as a journalist.
An account, then, is the information: necessary and indispensable; another is to make an exhibition of the news: often unpleasant and stuffed with hypocrisy, wrong and harmful because it can lead to despise even the first.

Frank Dotty

4 commenti:

  1. Caro Francesco, ho visto perfino un filmato in cui per più di un minuto il giornalista ha sciorinato le percentuali di share del TG1 sul terremoto: questi non si vergognano più di nulla, vendono perfino le disgrazie altrui...

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  2. Anch'io, Francesco, mi chiedo come un 'giornalista' possa essere a volte così disumano e servo di un certo modo di fare informazione. Ciao. Luigi.

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