giovedì 16 aprile 2009

Terremoto e giornalismo


Terremoto e giornalismo


Premesso che avendo seguito solo marginalmente - qualche notizia "rubata" qua e là tra radio e televisione - la polemica su "Annozero", come vignettista satirico ora m'interessa più l'epurazione di Vauro di tutto il resto. Non perché non abbia una mia precisa opinione su quanto "credo" sia stato detto in trasmissione, ma proprio perché, non sapendolo esattamente, non voglio scrivere fesserie. Anche se, in generale, non amo l'informazione quando diventa cultura del sospetto, a prescindere.
Per la vignetta di Vauro - mi riferisco a quella sulle bare allineate per terra -, invece, che ho visto pubblicata in giro sul web, un'idea me la sono fatta. E' una vignetta amara, spietatamente beffarda e senz'altro triste, ma non credo che offenda i poveri morti del terremoto o chi questi morti li ha dovuti piangere. E' crudele, sì, ma nella sua presunta irriguardosità fa riflettere sulle cause che questi lutti hanno arrecato, prendendo come spunto la nuova legge sull'ampliamento delle cubature edilizie e le colpevoli "disattenzioni" del passato.
Nel campo della satira, anche se talvolta essa contiene dei veri e propri strappi ai codici etici e morali, la sobrietà non deve essere imposta a colpi di censura. La satira, quindi, è anche trasgressione, certe volte necessaria proprio perché serve a rimuovere le proprie inibizioni e contribuisce a farci sentire liberi e indipendenti. 

La satira, quando è libera espressione del pensiero e mantiene autonomi l'esaltante ispirazione e lo spirito critico-espressivo, consente a chi la fa di non doversi trasformare in un giullare compiacente o, peggio, in un allineato e conformista mercenario.
Francesco Dotti

5 commenti:

  1. Sempre fortissimo! Ciao e... la bici?

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  2. Vai sul sito www.no-miedo.blogspot.com
    C’è qualcosa che ti riguarda.
    Un saluto

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  3. Grazie, cari Amici, sono contento che il mio lavoro vi piaccia.
    Ciao Tomaso, ciao Luigi (la bici è "parcheggiata" in studio, dove credo che rimarrà per molto...) e ciao anche a te, Catone (sono andato a vedere e ti ringrazio per avermi... nominato).
    Da venerdì sono senza gesso (ve lo avevo già detto?), e piano piano ho ripreso a camminare quasi normalmente. Martedì farò l'ultima visita dall'ortopedico, e poi... via verso il mare!! Se non piove. Per Pasqua contavo di andare a Cagliari, ma il tempo era davvero brutto e così me ne sono rimasto a casa a leggere un bel libro: "Il cacciatore di aquiloni". Avevo già visto il film, ma il libro è meglio.
    Un abbraccio a tutti, francesco

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  4. Grandi parole!

    " ...La satira, quindi, è anche trasgressione, certe volte necessaria proprio perché serve a rimuovere le proprie inibizioni e contribuisce a farci sentire liberi e indipendenti. La satira, quando è libera espressione del pensiero e mantiene autonomi l'esaltante ispirazione e lo spirito critico-espressivo, consente a chi la fa di non doversi trasformare in un giullare compiacente o, peggio, in un allineato e conformista mercenario."

    Sono pienamente d'accordo, grazie!
    Lara

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