venerdì 2 novembre 2012

Liberi di muoversi



Vi avevo promesso che da un certo momento in poi mi sarei occupato solo di vignette e di belle(?) fotografie, alternandole a qualche pastrocchio acquerellato. 
Ma siccome non posso soffrire le ingiustizie e anche perché in questo Paese ci vivo, ritengo che ogni tanto sia mio dovere occuparmi di quello che secondo me non funziona. Almeno nella speranza che serva a qualcosa. 
E così, mentre dovunque fervono a tutto andare i lavori per l'occupazione delle prossime, comodissime e ancora ben retribuite poltrone, con Tizio che non vuole Caio, e Sempronio che li rottamerebbe tutt'e due, non c'è nessuno che si faccia avanti con l'intenzione di occuparsi di altre poltrone, senza dubbio più scomode anche se munite di rotelle. Sono quelle dove siedono, costretti dal destino e non dalle facili ambizioni di natura politica, coloro che quotidianamente combattono contro i percorsi a ostacoli, spesso invalicabili, che ne impediscono la mobilità soprattutto all'interno delle aree urbane. 
Come ho già detto in altre occasioni, questo è un Paese dove si scrive molto ma si legge poco, e nonostante vi siano leggi, come la nr. 67 del 1 marzo 2006, che stabilisce che "non può essere esercitata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità" (ispirandosi all'art. 3 della Costituzione), chi dovrebbe provvedere affinché queste discriminazioni siano definitivamente rimosse continua bellamente a fottersene. Però, regolarmente e con la faccia tosta di sempre, oggi ci chiede di dargli ancora i voti.
Le immagini che vi mostro, dunque, degrado urbano compreso, non vogliono identificare una precisa località ma potrebbero essere state scattate dovunque. Il fatto è che sono, e restano, immagini "italiane", che ci appartengono in quanto cittadini, e per questo ognuno di noi, senza cedere il passo alla rassegnazione e ai fatalismi, dovrebbe sentire proprio il dovere di renderle pubbliche. 
Altrimenti, tutto resterà com'è.  Per non parlare delle tasse, che continueremo a pagare senza aver mai nulla in cambio. 




  
 




2 commenti:

  1. Cara Francesco povere questa nostra Italia!!! Rettifico i poveri sono i cittadini.
    Ciao e buona serata amico.
    Tomaso

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  2. Ciao Tomaso, dovremmo sforzarci di diventare un Paese più civile, ma non facciamo neppure gli sforzi...
    Un abbraccio e buon fine settimana,
    Francesco

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