La porta a proravia al di là della quale si svolgevano le selezioni era sorvegliata da due marò in costume sardo, manganelluti e urlanti, alti un metro e venti pecorino compreso, che impedivano l’ingresso ai fans più scalmanati e minacciavano sempre di sbattere dentro qualcuno. 😠
Tra questi ce n’era uno che aveva fatto la guardia del corpo a un grossista di formaggi di Mamoiada. Un vero tipaccio! Raccontava, forse per spaventarci, che quando entrava col suo protetto al bar del paese per l’aperitivo, se il barman tardava a servirli lo picchiava sulle orecchie con una forma di pecorino stagionato. ☺️
Un altro, che aveva fatto per anni il bagnino a Caprera (l’antica Insula Phintonis), per passatempo faceva estenuanti e durevoli esercizi di ascetismo composito dormendo sott’acqua nella Secca dei Gavetti (tra Santa Manza e l’isola di Porraia) con una tuta mimetica travestito da polpo. Un ferragosto di alcuni anni fa aveva spalmato a cazzotti sulla scogliera un turista di Varese, in vacanza tutt’altro che meditativa, perché gli aveva arpionato la clavicola con l’asta del fucile subacqueo. 😱












