Un complesso di "Domus de Janas" che si trova appena più su, ritornando indietro verso Ittireddu.
Poi, da lì, carico d'entusiasmo e di fotografie, avrei ripreso la strada di casa.
La necropoli, che risale all'incirca al Neolitico recente (3200-2800 a.C.), consiste di una trentina di tombe a cella di varie dimensioni, disseminate lungo il costone e scavate nella roccia.
Non essendo un archeologo, ma un motociclista ignorante, per descrivervele meglio dovrei scopiazzare qua e là sui vari testi esistenti nel web. Così preferisco darvi i link, e quello che vi serve ve lo trovate da soli.
Almeno imparate anche a fare le ricerche ☺️🤣
http://www.sardegnagps.com/ricerca-pdi-sardegna.php#mappa
Saltellando come uno stambecco scamosciato per le balze tufacee del Monte Acuto, fotografai come un forsennato tutto quanto mi capitava a tiro d'obiettivo, infilando la testa dentro ogni buco che trovavo e ogni volta tirandola fuori piena di ragnatele, foglie secche, rametti, stecchetti, ragnetti, pipistrelli, insettini, escrementi secchi di uccelli, e tutto ciò che rimaneva impigliato nei miei radi capelli canuti, falcidiati dall'incipiente calvizie che da alcuni anni si accanisce contro di me.
Ahhh, la vecchiaia, che brutta malattia!! 😟
Finita l'esplorazione, inforcai il mio fedele cavallo di plastica & acciaio e, con un panino alla mortadella e una bottiglia d'acqua nello stomaco ormai rinsecchito dal forzato digiuno, me ne tornai verso casa felice come un babbuino bambino.
Arrivederci alla prossima gita!
Francesco Dotti









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