Se "la legge è uguale per tutti", perché non dovrebbe esserlo anche per un giudice che, esercitando la sua funzione, commette un errore? E perché, se "la legge è uguale per tutti", quando a sbagliare è, per esempio, un qualsiasi altro libero professionista egli deve pagare di persona i danni al danneggiato, mentre se sbaglia un giudice glieli deve pagare lo Stato?
C'è qualcosa che mi sfugge?
mercoledì 30 marzo 2011
lunedì 28 marzo 2011
Arsenico e acqua potabile
Arsenico nell'acqua "potabile"?. Niente paura, basta alzare un po' i limiti che ne tollerano la concentrazione, da 10 μg/ a 20 μg/l, e les jeux sont fait: anche l'arsenico diventa... potabile.
E se vogliamo toglierci lo sfizio di sapere dove si trova l'arsenico - a parte nelle centrali elettriche a carbone e in alcuni terreni nei quali è di origine naturale -, ho letto che viene usato anche come pesticida ed erbicida in agricoltura, come insetticida per il legname per prevenire l'attacco dei tarli e delle termiti, come semiconduttore nei circuiti integrati, per la lavorazione del vetro e di alcuni coloranti, e, infine, come... mezzo sbrigativo per ammazzare qualcuno. L'avvelenamento da arsenico, se le quantità assorbite dall'organismo sono elevate o di lunga durata nel tempo, causa un vastissimo campionario di tumori che non vi elenco per non spaventarmi io stesso.
Ma tornando alla nostra acqua potabile, il guaio è che quest'acqua (scusate il termine) che ci esce dai rubinetti noi la paghiamo profumatamente, e proprio per questo motivo abbiamo il diritto di pretendere che abbia tutti i suoi parametri analitici a posto.
Orbene, siccome per l'art. 3 della Costituzione (cioè che: "Tutti i cittadini sono eguali... senza distinzioni di sesso, razza, religione... e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza"... ecc.), e per l'art. 2 (cioè che: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"...) si crea un discrimine tra chi paga e riceve in cambio un servizio e chi, pur avendolo pagato, non lo riceve, dato che quella relativa alla depurazione dell'acqua non è una "tassa" ma il corrispettivo per un servizio reso, io ti pago solo se questo servizio me lo dai.
A tale proposito è utile ricordare che si è espressa pure la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335 del 10/10/2008 che recita: "E' costituzionalmente illegittimo, l'art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall'art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».
Senza contare che, spesso, non sappiamo neppure quali norme regolamentino la progettazione, i materiali (tubazioni, valvole, manicotti, raccordi ecc.) e l'installazione dei nostri impianti casalinghi, al punto di sottovalutare, per esempio, che un'errata messa in opera dei tubi dell'acqua potrebbe, in condizioni critiche, favorire anche lo sviluppo del batterio della legionella.
E scusate se è poco...
Francesco Dotti
venerdì 25 marzo 2011
Sardegna - Patto di stabilità
da "L'Unione Sarda" del 25/03/2011 (per ingrandirlo, cliccare sull'articolo e poi, quando viene visualizzato nella seconda pagina, cliccare ancora sull'articolo)
Se andiamo sul sito della Regione Autonoma della Sardegna
http://www.regione.sardegna.it/regione/
e leggiamo, per esempio, l'elenco dei servizi forniti al cittadino, l'offerta è amplissima, chiara, trasparente.
Tutto, insomma, sembra che funzioni a dovere. Dico "sembra", però, perché leggendo l'articolo pubblicato su "L'Unione Sarda" del 25 marzo c.a., a pag. 23, a firma di Mario Gottardi - e che potete leggere in alto -, a quanto pare le cose non starebbero proprio così.
Perciò, in regime di quel "federalismo", più o meno fiscale, tanto sbandierato ultimamente e considerato la panacea per le "sofferenze" economico-amministrative dei nostri scalcinati enti locali, quanto si legge nell'articolo di Gottardi ha davvero il sapore della beffa, l'ennesima, a danno del cittadino credulone.
Perché "credulone"? Semplice: perché se ciascuno di noi/voi ogni tanto si prendesse la briga di leggere tutte le montagne di pagine scritte a proposito di "norme e procedure", di "programmazione", di "Costituzione", di "sviluppo equilibrato e duraturo", di "fondi comunitari", di "piani operativi regionali", di "fondi strutturali europei", di "risorse messe a disposizione", di "sviluppo economico per le regioni svantaggiate", di "coesione sociale", di...
da questo elenco senza fine, che potrebbe continuare all'infinito, capirebbe che sono tutte parole prive di significato.
E, badate bene, per ognuna di queste voci sono stati spesi fiumi di parole, contenute nelle montagne di pagine di cui sopra, e attraverso le quali al cittadino "credulone" possa apparire verosimile che tutto quello che gli viene promesso gli sarà veramente dato. Balle!
Così, a dispetto delle strombazzanti rassicurazioni dei vari Brunetta o Calderoli, noi continuiamo, invece, a restare invischiati in situazioni dalle quali per uscire non basterebbe un esorcista. Se questo è il "federalismo" che intendono appiopparci, siamo fottuti!
Per continuare con gli esempi, riporto qui di seguito alcune informazioni prese sempre dal sito della Regione Sardegna
http://www.regione.sardegna.it/sardegna_speaks_english/
nelle quali si legge: "Il programma “Sardegna Speaks English”, finalizzato alla diffusione capillare della conoscenza della lingua inglese, si pone l'obiettivo di portare i livelli di istruzione, formazione e competenza della popolazione sarda a livello degli altri Paesi europei. Dopo la positiva esperienza registrata negli anni 2007 e 2008, viene proposta una nuova serie di interventi".
E poi ancora, negli altri link dedicati al progetto: "Uno degli elementi fondamentali su cui si incentra il progetto SARDEGNA SPEAKS ENGLISH è la necessità di documentare le competenze linguistiche in lingua inglese raggiunte dai fruitori delle varie azioni. In particolare il punto 1.4.3 della delibera del 21.11.2006 adottata dalla Giunta regionale sostiene che “le attività di certificazione della competenza linguistica consente non solo di garantire la qualità dell’insegnamento e i risultati dell’apprendimento, ma anche di valutare in termini misurabili i risultati”... "Nella stessa sezione la delibera inoltre suggerisce alcune linee guida nell’individuazione delle certificazioni appropriate indicando esami e test diffusi e accettati a livello internazionale in grado di misurare le quattro abilità di listening, reading, writing e speaking secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue elaborato dal Consiglio d’Europa1..."
Che cosa sono i "Fondi strutturali"?
"I Fondi strutturali sono strumenti di intervento creati e gestiti dall'Unione Europea per finanziare vari progetti di sviluppo all'interno dell'UE. Gli obiettivi principali dei fondi sono tre: riduzione delle disparità regionali in termini di ricchezza e benessere, aumento della competitività e dell'occupazione, sostegno alla cooperazione transfrontaliera. I fondi strutturali impegnano attualmente il 37,5% del bilancio complessivo dell'Unione Europea".
Come vedete, tutte belle parole. Che trasmettono certezze, entusiasmo, impegno da parte di chi le propugna, e che diventano fonte di rassicurazione e garanzia di serietà per tutti coloro che volessero intraprendere questi percorsi. Ma... per che cosa? Per sentirsi dire, alla fine:
"I soldi per pagare gl'insegnanti c'erano, ma dicono che per il Patto di stabilità non possono pagare..." Che significa?
Leggetevi l'articolo de "La Nuova Sardegna" qui:
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=150542&v=2&c=1489&t=1http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=150542&v=2&c=1489&t=1
Lo avete letto? E allora, di grazia, ci vogliono spiegare i nostri ministri "intelligentoni" come si fa ad uscire dalla crisi usando questi metodi?
Concludo dicendo che Roberta Dotti, una delle insegnanti d'Inglese in questione, è mia figlia, e che a pagarle l'assicurazione che le scadrà il prossimo mese di aprile dovrò essere io.
Che sono pensionato.
Francesco Dotti
martedì 22 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
Odissea all'alba
E' stata dura, come direbbe Bossi, ma ce l'ho fatta! E il merito è tutto del mio istruttore, il maresciallo Pepe, che quando ero ancora allievo della Scuola di pilotaggio di Gavirate di Sotto mi diceva sempre: "Fai come me: vola sempre basso, così la contraerea non ti può inquadrare!"
Ricordo che il primo giorno di corso, quando lo vidi librarsi nel cielo a bassissima quota, stupito da cotanto ardimento, chiesi al compagno che era vicino a me: "Accidenti, come vola basso! Ma perché non sale?" E lui, imperterrito, mi rispose semplicemente: "Perché è Pepe!".
Perciò, questa inaspettata missione nei cieli libici è stata per me come il giorno lontano in cui conseguii il brevetto di pilota acrobatico. Bei tempi!
Appena giunto in vista della costa della Tripolitania, ho avuto subito il mio daffare con la contraerea libica che mi bersagliava da tutte le parti, ma volando a bassa quota, zigzagando qua e là, sotto e sopra, su e giù, sono riuscito ad essere più veloce dei mitraglieri che non ce la facevano ad inquadrarmi nei loro mirini, così quando sparavano io ero già passato.
Figuratevi che in un looping rovescio con doppia avvitatura a cavatappi a sinistra mi sono perso anche la penna! Pazienza, di penne ne ho tante. Però ho acchiappato Gheddafi.
Dopo un atterraggio piuttosto difficile a causa della sabbia che mi entrava nel motore, sono saltato subito a terra e gli ho gridato: "Tana!"
Vistosi scoperto, ha abbozzato un tentativo di fuga, ma quando si è accorto che non scherzavo e che non avevo tempo da perdere, si è arreso. In un primo momento, il beduino non ne voleva sapere di salire a bordo. Mi ha detto che aveva paura di volare e che era a stomaco vuoto. Voleva sapere se a bordo erano previste delle merendine e poi non si fidava del mio aereo perché troppo vecchio e malandato. E poi c'era un posto solo...
"Sali a bordo, vecchio cammello!" gli ho detto senza tanti complimenti, legandolo come un salame dopo averlo caricato sull'aereo, dietro di me. "Sarkozy, lo sceriffo di Parigi ti aspetta. E io mi devo guadagnare la taglia!"
Il ritorno è stato più periglioso dell'andata. L'aereo era carico oltre il consentito, e Gheddafi, con tutti quegli stracci addosso, pesava quanto un elefante. Nei pressi di Bengasi la contraerea libica ci ha conciati a dovere: mi ha fulminato mezzo timone di coda e riempito di buchi tutta la fusoliera. Poi, siccome ero troppo basso, un missile terra-terra mi è esploso vicino al motore e mi ha mandato fuori uso il magnete nr. 2 spostandomi l'anticipo automatico di almeno 14° a sinistra. La pompa dell'olio, vecchia di almeno quarant'anni e non più in garanzia, è andata a farsi fottere bruciando la guarnizione della testata e compromettendo la carburazione.
"Speriamo che ora non si rompa anche la cinghia!" ho mormorato a mezza voce. Gheddafi, che mi aveva sentito, mi ha detto di non preoccuparmi perché mi avrebbe prestato le sue bretelle. Gli ho risposto gentilmente che con le sue bretelle ci si poteva anche impiccare, e che in un modo o nell'altro saremmo tornati indietro. Anche a costo di farla a nuoto, facendogli trascinare appresso l'aereoplano.
Finalmente, dopo un'intera giornata di volo quasi a pelo d'acqua, siamo arrivati in vista di Lampedusa dove ci attendeva una delegazione di pescatori del luogo che, scambiandoci per migranti, ci ha tirato addosso tutto il pescato della settimana.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Larga la figlia, stretta la zia, voi dite la vostra che io ho detto la mia.
Francesco Dotti (Il "Barone Rotto")
Lampedusa - sbarchi
Altri sbarchi, altri problemi per la sovraffollata Lampedusa...
Al problema dei controlli, resi ancor più difficili dal numero dei migranti che ogni giorno si aggiungono agli altri già presenti sull'isola - il loro numero è quasi pari a quello degli abitanti -, da non sottovalutare assolutamente c'è quello dell'igiene pubblica.
Prima che l'isola diventi un immenso cesso a cielo aperto, è necessario che il nostro governo s'impegni, ma soprattutto s'imponga nei confronti dei "cugini" europei, affinché si possa trovare una sistemazione per questi poveracci che scappano da fame e guerre. Subito.
La comunità europea non può fare finta che il problema non esista o, peggio, che siccome i barconi coi profughi arrivano prima da noi, la matassa ce la dobbiamo sbrogliare da soli.
Perciò, propongo che i turisti europei che la prossima estate verranno in vacanza in Italia, specialmente quelli che hanno scelto le località di mare, vengano "dirottati" a Lampedusa e sistemati nei centri di accoglienza. Così si renderanno finalmente conto di persona cosa significhi per un essere umano vivere in simili condizioni.
domenica 20 marzo 2011
Guerra in Libia
Dunque, anche noi siamo in guerra. I nostri aerei sono decollati, e stando alle ultime notizie che leggo sul web pare che stiano bombardando Misurata. Anzi, no. Non si sa. A questo punto, dato che indietro non si torna - e non conviene neppure, sentite le minacce di Gheddafi -, mi auguro che lo facciano fuori definitivamente. Intendo dire "fisicamente" fuori, e che dopo di lui venga instaurato un governo moderato capace di dialogare con tutto l'occidente. Gli interessi, perché purtroppo ci sono sempre quando c'è il petrolio di mezzo, verranno dopo che la situazione sarà sotto il totale controllo dei "secessionisti". Sempre che siano d'accordo ad averci come... azionisti.
Insomma, staremo a vedere.
Ora, però, vi devo lasciare. Oggi sono stato richiamato anch'io, nelle "riserve", e dovrò fare il mio sporco lavoro. Domattina mi dovrò alzare prestissimo per mettere a punto il mio vecchio aeroplano che mi hanno lasciato quando sono andato in pensione.
Insomma, staremo a vedere.
Ora, però, vi devo lasciare. Oggi sono stato richiamato anch'io, nelle "riserve", e dovrò fare il mio sporco lavoro. Domattina mi dovrò alzare prestissimo per mettere a punto il mio vecchio aeroplano che mi hanno lasciato quando sono andato in pensione.
E poi dovrò anche fare benzina. La farò al distributore automatico, così risparmio qualcosa.
Ci risentiamo al mio ritorno. Se ce la farò a ritornare. Altrimenti sappiate che è stato bello conoscervi e passare un po' di tempo con voi. Addio!
Odissea all'alba
Gira e rigira, a forza di scherzare col fuoco, va a finire che il colombrello Gheddafi questa volta si brucia i baffi... Io sono contro tutte le guerre, ma devo dire che se l'è proprio cercata.
E, da parte nostra, non si poteva certo fare l'elastico tra l'intervenire e lo stare a guardare, decidendo infine per lo stare a guardare, considerando che anche la Lega Araba ha dato il suo appoggio all'intervento militare contro lo scomodo e intemperante vicino di casa.
A questo punto, speriamo solo che la Francia e gli altri Paesi che partecipano ai bombardamenti sulla Libia - come l'America nella guerra in Iraq -, abbiano anch'essi le famose "bombe intelligenti" e che, grazie alla tecnologia avanzata, non ammazzino chi non c'entra.giovedì 17 marzo 2011
Unità d'Italia
Buongiorno e... Buona Italia a tutti. Prima che finisca. Tanti auguri anche a quelli della Lega, che fanno i "duri", ma così comportandosi rischiano di passare solo per ignoranti.
Infine, non so voi, ma almeno per quanto mi riguarda questi saranno i primi e gli ultimi 150 anni che festeggerò.

E anche per i 200 avrò qualche difficoltà...
martedì 15 marzo 2011
Nucleare italiano
Non so voi, ma io ricordo benissimo i referendum contro il nucleare, che firmai nel novembre del 1987, ovvero un anno e sette mesi dopo la catastrofe di Cernobyl.
Me li ricordo così bene, perché dopo lo "scoppio" del reattore n. 4, e la radioattività si era ormai dispersa nell'atmosfera, io ero in viaggio, in macchina, da Porto Santo Stefano a Pistoia. Mi ricordo come se fosse adesso il colore del cielo in quel primo pomeriggio di aprile: rossastro e insolitamente caliginoso per quel periodo dell'anno in cui di solito le giornate sono limpide e la primavera è già esplosa in tutta la sua bellezza.
E ricordo che faceva anche un caldo "strano", mai visto prima. Seppi solo più tardi, quando giunsi a casa e parlai con mio padre, quello che era successo. Chissà, ci chiedemmo con un po' di paura, se il "fall-out", spinto dai venti, sarebbe mai arrivato fino a noi. E... le conseguenze?
Me li ricordo così bene, perché dopo lo "scoppio" del reattore n. 4, e la radioattività si era ormai dispersa nell'atmosfera, io ero in viaggio, in macchina, da Porto Santo Stefano a Pistoia. Mi ricordo come se fosse adesso il colore del cielo in quel primo pomeriggio di aprile: rossastro e insolitamente caliginoso per quel periodo dell'anno in cui di solito le giornate sono limpide e la primavera è già esplosa in tutta la sua bellezza.
E ricordo che faceva anche un caldo "strano", mai visto prima. Seppi solo più tardi, quando giunsi a casa e parlai con mio padre, quello che era successo. Chissà, ci chiedemmo con un po' di paura, se il "fall-out", spinto dai venti, sarebbe mai arrivato fino a noi. E... le conseguenze?

Sarebbe stato sufficiente aspettare. Poi convenimmo, con il solito fatalismo di sempre, che i tumori vengono a tutti, anche a chi non fuma, e che non avremo mai saputo se quello che ci avrebbe colpito, forse, di lì a qualche anno, sarebbe dipeso con certezza dal reattore di Cernobyl. Per questo motivo, nel novembre dell'87, nei tre referendum abrogativi, votai contro il nucleare.
A questo punto, prendendo in esame la nostra Costituzione, all'art. 75 leggo che:
"E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono 500 mila elettori o cinque Consigli regionali... La proposta soggetta a referndum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi..."
I risultati di tutti e tre questi referendum furono acclaratamente a favore di chi non voleva il nucleare in Italia, con percentuali che andavano dal 72% fino all'oltre 80%.
In considerazione di ciò, negli anni a seguire, il Governo sospese i lavori nelle due centrali di Trino Vercellese, di Latina, di Caorso e di Montalto di Castro, e i rifiuti radioattivi fino a quel momento prodotti sarebbero stati "sistemati" in appositi siti controllati dal personale militare.
fonte: http://www.zonanucleare.com/index.htm
Su questo sito, che vi consiglio di visitare perché veramente completo e ben fatto, troverete tutte le risposte ai vostri interrogativi.
A questo punto, prendendo in esame la nostra Costituzione, all'art. 75 leggo che:
"E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono 500 mila elettori o cinque Consigli regionali... La proposta soggetta a referndum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi..."
I risultati di tutti e tre questi referendum furono acclaratamente a favore di chi non voleva il nucleare in Italia, con percentuali che andavano dal 72% fino all'oltre 80%.
In considerazione di ciò, negli anni a seguire, il Governo sospese i lavori nelle due centrali di Trino Vercellese, di Latina, di Caorso e di Montalto di Castro, e i rifiuti radioattivi fino a quel momento prodotti sarebbero stati "sistemati" in appositi siti controllati dal personale militare.
fonte: http://www.zonanucleare.com/index.htm
Su questo sito, che vi consiglio di visitare perché veramente completo e ben fatto, troverete tutte le risposte ai vostri interrogativi.
Pensate, tanto per fare un esempio della "serietà" con la quale certi argomenti vengono trattati dai governi, che uno dei siti prescelti per la "conservazione" delle scorie nucleari inizialmente fu Scanzano Jonico (Dl n. 314/2003). Un comune in provincia di Matera, ad alta sismicità e vicinissimo al mare!
Siccome la comunità internazionale riconosce a tutti i cittadini il diritto di accesso alle informazioni che li riguardano direttamente, e ancor più quando queste coincidono con le questioni ambientali, la loro partecipazione, in conformità con la legislazione vigente nel proprio Paese, è sancita da apposite Convenzioni.
Perciò, il tanto sbandierato "ritorno" al nucleare da parte dell'attuale governo andrebbe sicuramente rivisto, non solo in ordine alla immane catastrofe giapponese che ancora non sappiamo come andrà a finire, ma anche alla volontà dei diretti interessati.
Anzi, a questo proposito, ho sentito che in Giappone stanno tentando di raffreddare le barre di uranio contenute nel nocciolo del reattore aspirando l'acqua del mare. Che poi, dopo aver assolto il suo compito, ritorna nel mare.
E i pesci? Che dicono i pesci? E chi li mangia, sarà contento?...
E, infine, mi sapete dire che fine hanno fatto i referendum che avevamo firmato nell'87?

Perciò, il tanto sbandierato "ritorno" al nucleare da parte dell'attuale governo andrebbe sicuramente rivisto, non solo in ordine alla immane catastrofe giapponese che ancora non sappiamo come andrà a finire, ma anche alla volontà dei diretti interessati.
Anzi, a questo proposito, ho sentito che in Giappone stanno tentando di raffreddare le barre di uranio contenute nel nocciolo del reattore aspirando l'acqua del mare. Che poi, dopo aver assolto il suo compito, ritorna nel mare.
E i pesci? Che dicono i pesci? E chi li mangia, sarà contento?...
E, infine, mi sapete dire che fine hanno fatto i referendum che avevamo firmato nell'87?
Ma... scusate, se sono contemplati dalla Costituzione per quale motivo non vengono applicati?
O forse ce n'è stato un altro, che ci siamo persi, nel quale abbiamo deciso che vogliamo di nuovo le centrali nucleari?
Francesco Dotti (vignettista denuclearizzato)
O forse ce n'è stato un altro, che ci siamo persi, nel quale abbiamo deciso che vogliamo di nuovo le centrali nucleari?
lunedì 14 marzo 2011
domenica 13 marzo 2011
Cagliari

Stamani, dopo la pioggia, ci siamo fatti una passeggiata sul lungomare Poetto, a Cagliari.
Il forte vento di scirocco, che ieri ha soffiato per tutto il giorno, ha talmente gonfiato le onde che il mare, passando oltre la spiaggia, è arrivato a lambire alcuni stabilimenti balneari. Anche stamani soffiava, forte, e gli spruzzi giungevano fino a noi inumidendoci il viso.
Me ne sono accorto baciando Elisa sulle labbra. Sapore di sale... sapore di mare...
Iscriviti a:
Post (Atom)











