giovedì 23 aprile 2015

Foto: analogico o digitale?


Nei giorni scorsi mi è venuto in mente di rispolverare due gloriose macchine analogiche (per intenderci, quelle che funzionano col rullino): una Canon Eos 3000n e una Pentax MESuper, ambedue automatiche e manuali. Ogni tanto è giusto farle "lavorare" per evitare che specchi e tendine si blocchino e compromettano inevitabilmente, e talvolta definitivamente, la loro efficienza.




 
Poi, siccome un amico mi aveva pregato di far controllare dall'amico Alberto un delicatissimo e costosissimo obiettivo zoom 17-50 mm che lui usa sulla sua Canon 450D (digitale), che asseriva essergli caduto di mano mentre lo montava e che non gli funzionava più, ho approfittato per fare delle prove dopo che Alberto lo aveva riparato. A questo punto bisogna aprire una dovuta parentesi sulle molteplici capacità riparatrici di Alberto, valente "strumentista" aeronautico in grado di "miracolare" qualsiasi strumento di bordo troviate in una cabina di un aereoplano: dal virosbandometro all'anemometro, passando per le capsule aneroidi dell'altimetro e per finire con il GPWS (Ground Proximity Warning System, o avvisatore di prossimità del suolo), molto utile nel caso il pilota scendesse troppo di quota. Così, siccome avevo ancora conservati una decina di rullini di marche e sensibilità assortite, anche se risalenti ai primi anni Duemila (il più recente è del 2004) ma sempre tenuti in fresco in uno scomparto del frigo, ne ho caricati un paio per vedere i risultati. Soprattutto sull'obiettivo riparato. Una volta completati gli scatti, avendo avuto l'accortezza di esporli al doppio del loro valore ISO (la vecchia scala ASA) per aumentarne la sensibilità - ovvero se l'originale era da 100 ISO, l'ho esposto a 200 -, li ho portati dal fotografo e li ho fatti sviluppare. A stamparli avrei pensato io, passandoli prima allo scanner per negativi a colori e poi lavorandoci su con qualche programma di fotocomposizione (se avete Photoshop e Lightroom, è il massimo). Il risultato, però, mi ha deluso. 


Quartucciu (CA) Chiesa parrocchiale di San Giorgio


Quartucciu (CA) Chiesa parrocchiale di San Giorgio
 

 Quartucciu (CA) Chiesa parrocchiale di San Giorgio (interno)

Nel senso che i negativi, pur essendo stati sviluppati correttamente e non essendo stati compromessi eccessivamente dalla vetustà della scadenza (anche se 11 anni in più non sono certo noccioline...), nel passaggio allo scanner (anche questo non proprio dei migliori) hanno accumulato notevole rumore (leggi grana) e anche i colori non sono risultati così fedeli come speravo. Inoltre, per quanto riguarda l'obiettivo dell'amico che probabilmente non ho usato correttamente, ho notato una insolita quanto fastidiosa vignettatura intorno alle immagini scattate usando il "supergrandangolo" da 17 mm. E' probabile che, mentre è l'ideale per una reflex digitale, non sia la stessa cosa per una analogica.



 
Insomma, per farla breve, sebbene anch'esse non siano il massimo desiderabile da un fotografo degno di fregiarsi di tale appellativo e abbiano pochi megapixel di risoluzione, ho rimpianto le mie amate fotocamere digitali.
Un caro saluto a tutti e... alla prossima!

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