mercoledì 6 ottobre 2010

Acquerelli


Oggi, dopo alcuni mesi di "sonno", ho ripreso due acquerelli che avevo messo da parte per chissà quale motivo... Forse la stanchezza, fisica & intellettuale... la paura di non poterli terminare  per mancanza di colori nella mia tavolozza cerebrale... idee confuse... eccessiva autocritica... Insomma, non lo so neppure io. 
Fatto sta che, prima di uscire di casa, questo pomeriggio, ho acchiappato un pennello e la scatoletta degli acquerelli rinsecchiti dalla lunga inattività e li ho terminati. O almeno ci ho provato.

Lo so, voi direte che sono sempre le solite cose: una barchetta su uno sfondo indefinibile, una campagnetta anonima con una casupola mezza diroccata (forse il solito casello ferroviario?) con qualche roccia in primo piano e delle macchie di verde qua e là...
Però, quella che mi è venuta bene in tutti e due gli acquerellucci, mi sembra davvero la... firma. 
Che davvero sia rimasta l'unica cosa che ultimamente mi riesce meglio?

5 commenti:

  1. e invece sono veramente belli,altro che firma!

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  2. Carissimo, a parte la campagna dove talvolta ti piace inoltrarti e che presenta elementi di forma e di colore sempre accattivanti, ti dirò che mi ha colpito profondamente l'atmosfera che hai saputo creare a sostegno della barca. Hai messo insieme colori diversi, accostato, mescolato, sovrapposto, amalgamato con equilibrio e 'amore'. Scontata la tua invidiabile abilità nel disegno veloce e nei dettagli, i profili in lontananza mi piacciono tantissimo. Insomma, le tue 'solite' cose... sono per me una gioia. Un abbraccio e buona giornata.

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  3. Grazie a tutti e due, Franz e Luigi!
    Fa piacere sapere che sono riuscito a trasmettere qualcosa di piacevole...
    In effetti, come vi ho detto, è un periodo "strano" quello che sto attraversando. Mi sembra sempre di ripetermi, senza aggiungere alcunché di nuovo a ciò che faccio. Mi sento come un discreto artigiano che ormai ha acquisito una certa praticaccia nel fare, per esempio, tavolini, e ormai continua a fare solo quelli perché sono l'unica cosa che sa fare. L'Arte, invece, è tutt'altra cosa dall'abilità del "mestierante".
    E' ricerca, studio, acquisizione di nuove esperienze, coraggio...
    Ecco, forse in questo momento mi manca proprio il coraggio.
    Un forte abbraccio a tutti e due, e spero di non deludervi

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  4. Caro Cecco, riguardo al coraggio hai ragione da vendere! Anch'io mi sto misurando con dimensioni e soggetti rinnovati, sono molto dubbioso circa i risultati ma intanto mi impegno e sento crescere dentro il richiamo dei colori, quello che un tempo era un po' il mio 'pane quotidiano'. Spazio allo Spirito creativo dunque e fiducia nel mai spento Desiderio di 'crescere' per approdare ad altre parti di noi stessi forse troppo trascurate.
    Un abbraccio e non ci deluderai, sta pur sicuro!

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  5. Grazie, Luigi.
    Quel coraggio di cui parlo, per esempio nel caso dei due acquerelli, è riferito all'uso dei materiali. Io sono, sostanzialmente, un pasticcione.
    Mi spiego meglio. Quando li ho disegnati, l'ho fatto su un "pezzetto" di carta che, credo, non pesasse più di 100-150 gr.
    Ma l'intenzione era quella di fare solo uno "scarabocchio", tanto per tenere allenata la mano.
    Poi, una volta terminato il disegno, ho voluto strafare e mi è venuta voglia di colorarlo. E qui sono cominciati i guai.
    Infatti, quando provavo a stendere il colore bagnato, questo penetrava talmente nella fibra della carta che non ero più in grado di gestirlo. E se aggiungevo acqua per fare qualche correzione, il colore penetrava ancora più a fondo, la carta si sfibrava e non "rispondeva" più. Non c'erano carta assorbente, spugna, fazzoletti di carta, pennelli asciutti (con i quali assorbire l'acqua e "grattare" via il colore in eccesso) che tenessero. Stavo rovinando tutto.
    Così, col pennello intriso di pochissimo colore e di una infinitesimale quantità d'acqua, ho dovuto usarlo con una delicatezza tale, quasi da sfiorare la carta per paura di rovinare irrimediabilmente il mio lavoro.
    E qui, lo ammetto, ho dovuto ricorrere ad anni di "mestiere", oltre a qualche altra "invenzione" estemporanea, ma imprevedibile perché non ancora sperimentata, per un estremo salvataggio.
    Ma un occhio attento e allenato questi difetti, che non sono riuscito ad eliminare completamente, li nota subito.
    E pensare che ho, conservati dentro un mobile, almeno tre o quattro albi di ottima carta per acquerello che ho "paura" di usare per non sprecare i fogli. Ma sarò cretino, sì o no?
    Comunque ti ringrazio per il sostegno che mi dai e per la voglia di fare sempre meglio e la forza che mi inoculi con i tuoi commenti.
    Ti voglio bene.
    Un abbraccio, Francesco

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